Pagine

04 gennaio, 2012

Delle ragioni contro il panettone senza uvetta e senza canditi

Gli interrogativi che aleggiano nella mente in questo periodo, che al di là di tutto vogliamo ancora definire "natalizio", sono dei più vari e disparati. Ci concentriamo, mie care e miei cari, su quelli che più vivamente ricorrono alla mente.

1. Che cosa sta accadendo nei gusti alimentari delle nuove generazioni? A fronte di un sempre più sfacciatamente ostentato "buon gusto" e "capacità di selezionare" rispetto ai cibi e alla loro preparazione, perché mai questo odio crescente per i canditi e l'uvetta? Che male vi hanno fatto mai i canditi? Ovviamente quelli buoni, non quelli di plastica. Eppure sono uno dei pilastri della pasticceria siciliana, tanto ostentatamente amata insieme a tutta la gastronomia della Bell'Isola!

2. Lord Crespo di Svezia si rende conto che, ormai, senza muscoli possenti non si va da nessuna parte. Anche i manichini nelle vetrine, un tempo forme ibride e impersonali, assumono pose e volumi da copertina Men's Health! E' chiaro che qualsiasi "stracazzo" di magliettina-straccetto fa il suo bel figurone in vetrina, riempita all'inverosimile da forme imponenti. Lo scrivente si impegna costantemente nell'esercizio fisico, tuttavia essendo per certi versi imposto il lavoro aerobico e di resistenza, manca il tempo per quello volto allo sviluppo della massa muscolare. Il risultato è che...boh, boh e ancora boh.

3. Vien sempre al cuore, in questi giorni, il desiderio di stilare una bella lista di buoni propositi...ma alcuni di loro restano intatti e intonsi negli anni. Un buon proposito, tuttavia, lo indico: non lasciarsi sfuggire, come avvenuto per dubbi sulla opportunità di cogliere l'occasione, l'offerta "pacchetto di pulizie professionali per appartamenti" di Groupon!

4. Ho deciso che tornerò (buon proposito?) ad esplorare il mondo dei blog. Per intenderci, non è detto che poiché quelli che leggevo abitualmente non sono più attivi non esistano più i blog. Anzi, mi pare - a leggere commenti e post - che ci sia un piacevole movimento, chissà ;-) Al di là e a proposito della chiusura di Splinder, quindi, prego chi più o meno spesso leggo di comunicarmi (se ne avete piacere) il nuovo indirizzo del vostro blog.

5. Buon anno!

13 aprile, 2011

Il magnetismo indotto dalle narrazioni fiabesche (o dell'equitazione amatoriale)

Eccomi nuovamente qui. Lo so che è uno scempio, il fatto che il blog sia così trascurato ma...essù!

Nuove notizie relative alla Soluzione Abitativa si sono affacciate e fanno timidamente - ma non troppo - capolino. Dopo circa un anno e mezzo di soggiorno nella Soluzione Mediamente Alta e Mediamente Larga...essa, la Soluzione, ha mutato nuovamente le sue caratteristiche.

Il trasloco è avvenuto verso una Soluzione Abitativa Larghissima (talvolta) e (esageratemente) Altissima (a tratti)!
Molta luce, questa la sua caratteristica principale, nelle ore diurne. Poi, come in tutte le case del mondo, quando scende la sera...c'è bisogno di illuminazione artificiale.
E qui casca l'asino.
Poiché la nuova Soluzione è dotata di forme assai particolari, che (mi) smontano tutte le idee più consolidate e poco messe in discussione sull'illuminazione casalinga.

Il desiderio sarebbe quello di conciliare, in particolare, le esigenze legate a una buona illuminazione dei vari ambienti con quello di non eccedere nei consumi di energia elettrica.

E qui, ridaje, casca ancora l'asino (che inizia a innervosirsi). Lord Crespo di Svezia, sempre interessato e appassionato rispetto alle cosiddette nuove frontiere della cucina (anche se, spesso, sono nuove solo per il Belpaese nel quale viviamo), per le operazioni di cottura dei cibi ha da tempo accolto in casa Lui, l'Amatissimo, il Sempre Lodato: il microonde! Naturalmente, come i più affezionati sanno, non di solo scongelamento e riscaldamento si tratta e trattasi di microonde con numerose possibilità di tipi di cottura...vapore, crisp, grill...ah!

Un altro oggetto, facente parte della zona "cucina", da mesi è di un certo interesse per lo scrivente. Tempi di cottura ridotti al minimo, uso dell'energia erogata fino al 90%, anziché al 40%, modalità di controllo della cottura che rasentano la perfezione, evitamento dell'elemento "fuoco" che - almeno nell'opinione e nel sentimento di Lord Crespo di Svezia - è sempre un elemento di pericolo nelle nostre case...orsù, che si palesi l'oggetto: piano di cottura a induzione!!!

Lord Crespo di Svezia, se non avesse avuto interferenze (pur richieste) nella decisione, avrebbe fatto il gran salto già da un po', proprio in occasione della necessità di comprare la cucina (per la Soluzione Abitativa Mediamente Larga e Alta). Tanto che, nei mesi, quando si è trovato a dover comprare pentole e padelle, ha sempre scelto quelle adatte alla cottura per induzione magnetica.

Che si palesi, orsù, l'interferenza: Raimunda!!!

Ella, la Savia, disse che non era il caso, che ci voleva il contratto dell'energia elettrica per 4,5kW e non per 3kW com'è classicamente e blablablablablablablablabla...bla.

Sta di fatto che il Suo Sconsiglio era spesso confermato dai commessi e dalle commesse dei vari negozi dove si trovano in vendita codesti piani di cottura. Che poi la domanda è: se il contratto di fornitura di energia elettrica casalinga a 4,5kW non ce l'ha nessuno...a chi li vendono tutti 'sti piani a induzione che sono esposti?
Sono esposti per fare scena, per dimostrare che l'assortimento è completo?
Vero è che in molti negozi di elettrodomestici tali piani non si vedono proprio.
Sta di fatto che il piano di cottura scelto e acquistato è a gas, con il fuoco.

Pochi giorni fa, che Lord Crespo di Svezia non ha ancora desistito dall'intenzione e dal desiderio, l'ultimo commesso interrogato a tal proposito...ha aperto un varco di luce. Volendo, si potrebbe fare. Certamente se si accendono tutti i "fuochi" insieme, il rischio di superare i 3kW è alto ma...quando mai lo scrivente accende tutti i fuochi insieme?

Usa il microonde in combinazione con la cucina sul fuoco, lo scrivente!

E qui casca un'altra volta l'asino (che inizia sul serio ad essere seccato per questa situazione!).
Il consumo del microonde insieme a quello della piastra a induzione magnetica rischia di far superare, di nuovo, la fatidica soglia dei 3kW?!?

In considerazione dei vari elementi, lo scrivente umilmente va a porvi un problema, per il quale vi chiede, invocando il vostro favore, di sforzarvi e produrre una soluzione!

FIABA PROBLEMATICA (con finale indefinito)

La mamma va al mercato e compra un piano di cottura a gas, spendendo 299€.

La mamma torna a casa, installa il piano di cottura e, stanca, si siede sul divano. Sfogliando una rivista e navigando in internet, inciampa in diverse lodi cantate in onore dei piani di cottura a induzione magnetica.

Ella esclama: "Ah! Già tutte le mie padelle e tutte le mie pentole sono adatte per la cottura sui piani a induzione magnetica!".

La mamma prosegue nei suoi pensieri: ella vorrebbe tanto avere un bel piano a induzione magnetica, il cui costo è mediamente di 400-600€; vorrebbe però non disperdere il valore del suo pur bello piano di cottura a gas, costato circa 300€.

In più, prosegue la mamma nelle sue considerazioni, dovrebbe cambiare il contratto per la fornitura di energia elettrica, aumentandolo da 3kW a 4,5kW.

Ciò comporterebbe, discetta tra sé e sé la mamma, da un lato un aumento del canone fisso per la fornitura, dall'altro un costo minore dell'energia elettrica, quindi - conclude la mamma - una sorta di risparmio sui consumi al netto del canone.

SOLUZIONE

Lascio a voi, dunque, mie sempre care e miei sempre cari, l'individuazione della Soluzione migliore!!!


Se nel frattempo vi state chiedendo il perché della citazione, nel titolo di questo post, della "equitazione amatoriale"...ecco, visto che l'asino è così innervosito (e come non comprenderlo!), lo scrivente vi comunica che - anche se da mesi ormai - è intenzionato a sperimentare la strada dell'equitazione amatoriale.

Lord Crespo di Svezia si dà all'ippica (forse)!!!

10 dicembre, 2010

I Quattro Elementi in formato microfibra (o delle Siderali Inconsapevoli Associazioni)

Signore e signori, qualche giorno fa ho comprato un paio di slip. Un po' speciali, di quelli carini, con colori e tessuti particolari...insomma, era un po' che non mi capitava.

Inconsapevolmente ho comprato un paio di slip che fanno parte di una serie dedicata ai quattro elementi: aria, fuoco, acqua e terra.
Dico inconsapevolmente perché me ne sono reso conto quando sono tornato a casa e ho aperto la confezione. Dentro c'era una brochure con quattro tizi, ovviamente pompati in un modo che rende l'idea di indossare quegli slip molto accattivante...finché non ci si incontra con lo specchio. Per ogni tipo pompato, un'associazione di idee e suggestioni, e uno slip (anzi, nella foto è un boxer hip) con un colore adatto per abbinarsi, rievocandolo, a uno dei quattro elementi: azzurrino chiarissimo per l'aria, verde foglia per la terra, blu per l'acqua, arancione per il fuoco.


Io ho comprato il blu e, quindi, mi sono ritrovato a casa con un bellissimo paio di slip dedicati all'acqua.

Ora, ovviamente - essendo io perfetta preda del marketing e delle pubblicità (nessuna scheda punti mi sfugge, nessun diniego al trattamento dei dati, per fare degli esempi) - mi sono lasciato tentare e suggestionare già in formato cartaceo (con la brochure) sostenendo ottime ragioni rispetto all'opportunità di possedere ciascun elemento, e non solo in formato slip ma anche boxer.

La ragione, in ogni caso, ha tentato di prevalere, facendomi desistere dall'idea del Possesso Totale dei Quattro Elementi.

Purtuttavia, qualcosa è da porre alla Vostra speciale attenzione, mie care amiche e miei cari amici di questo intimo salotto!

Lo scrivente, come già detto altre volte, è del segno dei Gemelli, con ascendente in Pesci: quello dei Gemelli, come probabilmente saprete, è un segno d'aria, mentre quello dei Pesci è d'acqua.
Sempre lo scrivente, in una certa epoca non meglio identificata se non riferendosi al "passato", ha iniziato a pensare che le caratteristiche del segno dei Pesci, talvolta, prendano il sopravvento sul suo modo di comportarsi e sul suo equilibrio psico-emotivo.

Così tanto il sopravvento che va a scegliere, inconsapevolmente, lo si ribadisca, un paio di slip dedicati all'elemento del quale è proprio il segno zodiacale in cui cade il suo ascendente, non quello dove, al momento della sua nascita, era posizionato il Sole.
Però è anche vero che l'azzurrino dell'aria gli piace molto, a Lord Crespo di Svezia, per i costumi da bagno...cioè, un costume da bagno intorno al quale gira ormai intorno da anni e che non compra perché ogni volta tentato da altro.

E va anche detto che l'arancione mi garba molto, ecco...quell'arancione lì, quello della brochure...sarà che ho Marte in Leone. E il verde...mmm...il verde?

A voi chiedo lumi (verdi), mie care e miei cari!

29 settembre, 2010

I'm lovin' it

Blogger ha cambiato un po' di cose, facendomi tornare l'amore per questa piattaforma. E dire che stavo quasi per decidere di spostarmi su Splinder...e invece no. Un po' di cambiamenti nella grafica e, forse, chissà...un senso diverso da dare al mio blog, come dicevo qualche settimana fa.

13 settembre, 2010

Scienza e Coscienza del Tensioattivo (o delle Riflessioni sulle Ecodosi)

Orsù, Lord Crespo di Svezia, da qualche tempo, si dedica con Scienza e Coscienza alla riflessione sull'uso della lavatrice e su tutte le operazioni a questo connesse.
Per ciò che riguarda la Scienza, si presti attenzione alla collocazione del cosiddetto "stendino", che nel caso dello scrivente è "verticale" (retaggio dell'Alto e Stretto Vivere). Essa dipende dal percorso che la Stella che illumina il Pianeta Nostro segue nel cielo: mentre in tarda primavera ed estate la sua luce non entra dalla finestra mancopegnente, poiché altissima sta nel cielo, in tardo autunno e inverno essa entra diretta e quasi orizzontale nel soggiorno della Soluzione Abitativa Mediamente Alta&Larga.

Ne consegue che, d'estate, Lord Crespo di Svezia stende il suo bucato all'aperto, preferendo farlo quando è in casa o quantomeno quando sa che il clima promette sole, sole e ancora sole. Poiché si scoccerebbe a vedere il suo bucato bagnato dalle piogge.

D'inverno il bucato viene steso di fronte alla finestra nel soggiorno ('na sciccheria), dove il sole entra drittopeddritto e scalda talmente tanto da asciugare i panni come se ci fosse il vento caldo dell'estate (o quasi). E talvolta anche quando non c'è il sole, ci pensano il Dottor Termosifone e Messere Caminetto, a riscaldare l'atmosfera.

E fin qui la Scienza.

Passiamo al suo intreccio con la Conoscenza, seppur il legame tra i due elementi sia - soprattutto in questo caso - inevitabile. Come dire, infatti, che il tensioattivo non sia Scienza?

E come dire che l'immagine del diuturno passeggiar del di Apollo carro non necessiti di un riferimento alla Conoscenza, allorché sappiamo che non è il Sole a muoversi con il carro ma la terra che gira gira e rigira? Anzi, che il sole non si muove mancopegnente, se non insieme a tutto il sistema che da lui prende il nome?

Scienzainpillole!

E sì, il Rilancio della Riflessione sul dosaggio del detersivo, Scienza e Conoscenza del Tensioattivo, passa da uno spot pubblicitario...e da una passeggiata più o meno distesa nello stand del settore detervisi di un ipermercato.

La Coscienza della Scienza e della Conoscenza può dipendere da un codice a barre: la postmodernità!

L'attenzione dello scrivente, spesso, è catturata dalle cose funzionali e pratiche: non a caso la sua automobile dei sogni è la Multipla, schifata da 3/4 del mondo civilizzato e post-industriale, adorata dallo scrivente per le Sue Promesse di Contenitività. Se poi hanno anche un aspetto piacevole...ah!

E secondo Voi le Ecodosi Dash non hanno un aspetto piacevolmente funzionale e pratico?
Esse, realizzate già in giusta dose (...uhmmm...), vengono collocate direttamente nel cestello, poiché altrimenti il sapone - pare - se ne andrebbe in gran parte sparso nello scarico, piuttosto che sul bucato.
E dunque, immagino indice e pollice a tenere in mano l'Ecodose, verso il cestello del bucato...poi l'immaginazione corre di più, a tanti - ma tanti! - anni fa.

Per la precisione all'Avvento della Pallina Dosatrice. Anch'essa da collocare nel bel mezzo del bucato tutto rannicchiato nel cestello della lavatrice.

A questo punto, lo scrivente è preso da dubbi.

Poiché la Pallina Dosatrice (anzi, le palline) ce l'ha.

a) Da quando ha iniziato ad usare la lavatrice, non ha mai usato la pallina dosatrice se non per dosare il detersivo, mettendo poi quest'ultimo - insieme ai vari additivi - nel cassetto del detersivo. La ragione del non-uso della pallina risiede nel timore che il detersivo vada a depositarsi in modo concetrato su pochi capi in particolare, senza spandersi uniformemente su tutto il bucato. Dubbio corroborato dalla scarsa quantità di acqua usata dalla lavatrice in questione, ché il libretto di istruzioni dice che è eco-normale.

b) Da quando ha visto dell'Ecodose, Lord Crespo di Svezia s'è fatto prendere dal dubbio, poiché ha immaginato che il suo detersivo se ne vada effettivamente in gran parte via per lo scarico.

c) Ha iniziato ad usare la pallina dosatrice come si deve, cioè collocandola nel bel mezzo del bucato.

c) Tuttavia un dubbio lo assale: la pallina dosatrice non è forse più ecologica dell'ecodose?

d) L'ecodose, infatti, è già fatta, senza possibilità di modificarla in base alla quantità di bucato e allo sporco presente su quest'ultimo.

e) Ora...l'ecodose dice di essere innovativa ed ecologica: non è forse più ecologica la pallina dosatrice, che permette di scegliere di volta in volta la quantità di detersivo? E l'innovazione, a questo punto, dov'è?

Sull'onda di questi dubbi, Lord Crespo di Svezia è orgoglioso di comunicarvi che ha deciso di comprare una nuova Tavola da Stiro, sulla quale tentare di appianare i tanti dubbi dell'Ecologico Sentimento.
Nel frattempo, o Voi Dilette, o Voi Diletti, potete contribuire, con la Vostra Conoscenza, alla Navigazione del Mare Tempestoso della Scienza e dell'Oceano Profondissimo della Conoscenza?

[Grazie a http://napolibella.bravepages.com/ per l'immagine delle donne che stendono il bucato.]

07 settembre, 2010

Questioni di feeling pilifero (o della Cerettista Esploratrice di Luoghi Sconosciuti)

Ebbene, ariècchece quà!

Donne, soprattutto donne, a raccolta!!! Il consiglio che mi accingo a chiedervi probabilmente potrete darmelo voi in modo maggiormente consapevole, anche se la questione, nel presente caso, riguarda me, che sono uomo.

Affermando quel che ho affermato in chiusura della precedente frase, mi rendo conto di come sia necessario riflettere sul fatto di dirsi "uomo" anziché "ragazzo"; tuttavia rimando la riflessione, a Dio piacendo, a qualche altro post.

Qui si parla di produzioni pilifere, argomento trattato diverse volte e da vari punti di vista nelle pagine di questo blog.

Se la Ricerca del Parrubarbiere Perduto non ha ancora dato un suo frutto (tanto che lo scrivente è costretto a tagliarsi i capelli da solo, con risultati spesso poco piacevoli), un'altra ricerca ha dato un frutto, anzi una frutta, di donna trattandosi!

Che Lord Crespo di Svezia usasse rendere la sua epidermide privata dalla produzione pilifera, già si sapeva, addirittura - credo - dagli albori di questo blog.
Tuttavia, dalla scorsa estate, egli ha fatto il Gran Salto, ossia...la cera...ahi-ahi-ahi!

La prima volta è stata una specie di microtortura, alleviata dai potenti e piacevoli massaggi oleosi della cerettista, anzi...delle cerettiste, che siccome avevano un appuntamento successivo al mio sul quale erano in ritardo, si sono messe una-strappa-l'altra-massaggia, oppure una-strappa-e-l'altra-pure, oppure una-massaggia-e-l'altra-pure.

Poiché lo scrivente s'è iniziato alla pratica della cera nel luogo di vacanza, tornato nella città nella quale vive ha dovuto cercare - volendo proseguire con tal pratica - una cerettista bravaalla quale affidarsi. Chiesto consiglio, ne ha individuata una, la quale ha assunto funzioni di psicologa clinica, oltre che di cerettista.

Lo scrivente, nelle 2-3 volte che ha fatto la cera con lei, si distendeva senza troppi veli sul lettino...e senza veli, partivano ogni volta confidenze e confessioni, riflessioni e rimorsi, tanto che il dolore per gli strappetti era un contorno quasi impercettibile, ogni volta di più...tranne che sul petto.
La ceretta sul petto fa venire in mente le scene di Apocalypto, con tutto il rispetto per quel che nel film viene narrato (mi vengono i brividi solo a ricordare certe immagini).

Torno alla questione. Non so perché ma, intimamente, non ero convinto del servizio offerto presso questo centro estetico, non per la cerettista ma...nel complesso.
Tanto che provo a cambiare, andando a cercare una valida sostituzione in un posto dall'aspetto meno buco-con-tre-stanzette-di-3mq-ciascuna.

Trova la cerettista armata di stendicera roll-on. AIUTO! Essa, la Silenziosissima, si concentra sugli strappetti che, però, risultano essere meno dolorosi di quanto non fossero con la precedente cerettista. Nel silenzio, lo scrivente si sente imbarazzato, poiché egli soffre ancora del complesso relativo alla cera maschile, cioè...si mette a pensare che la Cerettista RollOn, peraltro giovanissima, sta pensando "ma guarda tu questo, che si fa la ceretta...mah!"...così si concentra sulla musichina di sottofondo, peraltro la musichina è Michael Bublé, poco sopportato (non lui, che ha pure la faccia simpatica, la sua musica) dallo scrivente.

Poi la seconda volta, parlando di vacanze, si scopre che essa, la poco-più-che-teenager-della-cera, ha il ragazzo motociclista, che lei esce sempre con lui, insieme, in moto e, dunque, la conversazione diventa più facile e anzi, stenta a cessare.

La cerettista in questione è pure molto brava...la volta successiva, chiedo appuntamento con lei e la risposta è molto evasiva...alla fine insisto e "Hai fatto una domanda? Ora prenditi la risposta!", ossia: "la pocopiùcheTeenager della Cera" non lavora più qui.

Eccheccazzo, pensa lo scrivente, allora è un vizio! Qualsiasi persona alla quale mi affido per la cura delle estremità pilifere cambia lavoro!

Si rassegna e prende comunque appuntamento e...ebbene, alla fine della Seduta Estirpante, lo scrivente è estasiato dal lavoro compiuto da Colei che può essere eletta ad Estetista della Cera dell'Anno! Insomma, lavoro eseguito alla perfezione, in luoghi del corpo che lo scrivente nemmeno sospettava fossero raggiungibili (omissis ma non pensate male, nè!)...ora, dice, embè?!?

La ricrescita.

La ricrescita è il tarlo dello scrivente. Sul petto è un orrore, creando bollicine, peli che fan fatica a spuntare fuori, rossori...possibile che non ci sia una soluzione?

Sulle gambe è tutto ok, almeno pare, mentre per il petto tanto problematica è la cosa che lo scrivente sta decidendo di lasciar perdere la pratica estirpatrice, a favore di una rigogliosa libertà dei pur pochi esserini piliferi sul torace.

Consigli? Donne, fatevi avanti! E poi...qualche essere di sesso maschile in ascolto, che pratica la stessa pratica e non ha i miei problemi pratici?

In pratica, un post molto concreto, stavolta.

Ebbene, vi saluto e attendo risposte ;-)


02 luglio, 2010

Yuuu-uuuuhhh!!!

Se qualcuno se lo stesse chiedendo, tra i pochi visitatori di questo blog, non è che sono scomparso e non è che m'è passata la voglia di blog...sono molto preso da questo e, forse di conseguenza, sto un po' trascurando il presente blog ;-)

Anche se, a dire il vero, molte volte mi è passato per la testa questo pensiero: "Che senso ha, ormai, il mio blog?".

Vi spiego. Quando decisi di creare un blog lo feci così per gioco, non perché sentissi la necessità di confidarmi o di scrivere sul web i miei pensieri quotidiani. Lo feci senza avere le idee chiare su che cosa avrei voluto farne. Poi tutto prese la piega del gioco, dello scherzo, del parlare delle mie passioni, delle mie vicende quotidiane...e ci sono stati periodi nei quali questo blog mi ha fatto fare tante risate. Un periodo in particolare nel quale, certe volte, quel che succedeva nella cosiddetta "blogosfera" aveva una sua autonomia, quasi un mondo a sé.

Poi è arrivato - ormai luogo comune, questo discorso - Facebook e, tra note, commenti, "a che cosa stai pensando", foto e quant'altro, i blog sono stati abbandonati, nella maggior parte dei casi.
In altri casi sono stati abbandonati e basta, a prescindere da Facebook. Altri procedono con la consueta verve ed è un piacere.

Sta di fatto che, successivamente all'abbandono più o meno generalizzato delle piattaforme blog, certe cose che scrivevo non avevo più il gusto di scriverle, ma non perché il numero di commenti era diminuito...semplicemente perché il tutto è diventato meno dinamico, più lento, più...riflessivo.

E per certi versi più piacevole, più intimo, maggiormente confidenziale.

Il tutto è peraltro coinciso con un mio cambiamento, la fine di un percorso intrapreso prima di aprire il blog e finito poco più di un anno fa. Uno dei post che maggiormente rappresentano questo cambiamento (almeno io ce lo leggo più facilmente) è questo qui...che tante volte leggo e rileggo, guardando le foto.

Probabilmente non torneranno più i post sulle tutine dorate e su Ikea e sul microonde...e i tanti commenti con i quali ridevo a crepapelle...ma forse è giusto così, non si può immaginare che una cosa resti uguale a se stessa per troppo tempo.

E allora, tutto questo discorso per dire che cosa? Che non so che cosa voglio fare con questo blog...e mi piaceva dirvelo, confidarmi, confrontarmi con voi.

Vi bacio.