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20 giugno, 2013

Torno su queste pagine

Ho tanto desiderio di scrivere, in questi ultimi mesi.

Di tanto in tanto torno a leggere queste pagine, rivedendo alcune cose del passato attraverso il modo con cui le ho qui descritte.

Ovviamente, per come le ho descritte, certe cose posso vederle solo io. Episodi che sono legati ad altri solo nella mia mente, altri che ho descritto in modo sfuggente.

Certe volte mi sembra di poter dire che questo spazio, che ho usato frequentemente in passato, mi è servito a fissare scherzosamente alcuni capisaldi della mia vita, a dipingerli - maldestramente - attraverso macchie di colore che solo indirettamente descrivevano quel che effettivamente era la mia vita in quel periodo.

Parlo di "quel periodo" perché tutto era molto diverso, tutto era solo studio e lavoro, pochissimo tempo libero e...forse per questo, quel poco tempo che avevo a disposizione lo vivevo in modo fortissimo. E lo ricordo ancora. E ricordo come i primi tentativi di tornare a una vita più equilibrata, una volta finito il percorso del mio dottorato, mi davano emozioni incontenibili.

Come detto qualche tempo fa, questo post - all'interno del blog - lo vedo come una sorta di spartiacque tra un "prima" e un "dopo".

Se leggo molti dei post che vengono dopo quel post, mi rendo conto che essi sono un tentativo di mantenere il tono degli altri che lo precedevano...ma senza riuscirci. Erano cambiate già le mie esigenze, era cambiata molto la mia vita e...avevo bisogno di scrivere in altro modo, di parlare di altre cose. Non l'ho fatto.

Quando leggo la parte conclusiva di quello stesso post...mi sembra che io sia ancora alla ricerca di me stesso, a cercare di capire dove sono finito...e perché faccio così tanta fatica, soprattutto in queste ultime settimane, ad ascoltare me stesso.

Fino a qualche mese fa, la mia vita mi sembrava piena e in equilibrio...tanto che iniziavo ad aver paura di perdere proprio tale equilibrio. Troppi elementi incastrati l'un l'altro, sul filo dei minuti e dei giorni. Sta di fatto che, improvvisamente e inaspettatamente, tale equilibrio è improvvisamente venuto a mancare. In modo fragoroso.

Ci sono tante cose non dette, nella mia vita, che mi impediscono di parlare di me qui come vorrei (o meglio, mi impedisco io stesso di parlare come vorrei fare...), tanto che io in realtà sto bloggando (come si diceva ai bei tempi dei blog) parecchio e da un certo tempo ma...altrove, dove posso scrivere liberamente senza pensiero alcuno...e dove posso parlare di me senza che nessuna delle persone che mi conoscono nella vita reale possa trovarmi.

Questo stesso fatto, a dire il vero, rappresenta uno degli aspetti della mia vita attuale che non mi piacciono...o che comunque non mi convince del tutto.

Mi chiedo, in questi giorni, quante cose sarebbero andate diversamente se io avessi fatto altre scelte.

A proposito del lavoro, finora, in realtà, non posso dire di aver scelto. Certamente ho scelto di "andare avanti", ho scelto di dire "sì" a tutte le proposte e a tutte le opportunità che mi si sono parate davanti. Ma non ho "cercato".

Posso dire, in questo senso, di essere stato fortunato perché le occasioni mi si sono parate davanti e io ho dovuto solo acchiapparle, dicendo sì. Certamente, non posso nasconderlo, queste sono venute una legata all'altra, grazie (probabilmente) all'impegno che io ho messo nel lavorare...soprattutto nei primi tempi: ora non potrei dire (probabilmente) la stessa cosa.

Ho agganciato una prima proposta e da lì tutto è venuto potrei dire di conseguenza.

Poi, se penso al lavoro in palestra e ad alcune mie collaborazioni con società di consulenza, ci sono state cose che io ho cercato attivamente, impegni che ho aggiunto volutamente.

Mi sembra di essere arrivato ora, dopo poco più di 4 anni dalla conclusione del mio dottorato e di quel periodo della mia vita, a un momento nel quale è necessario fare una sorta di bilancio (oppure ne ho semplicemente voglia).

Tutto questo è ben simboleggiato dal mio 35° compleanno. Mi riferisco alla soglia psicologica delle età che hanno come seconda cifra un 5.

Quando scrivo quel numero, 35, penso a chi ha già figli, una famiglia solida, a chi si sente completamente staccato dalla sua giovinezza e vive pienamente la sua età adulta.

Io mi sento in un equilibrio assolutamente instabile, tra la mia giovinezza e l'età adulta che - in realtà - già vivo.
Mi infastidisco spesso quando sento parlare di "ragazzi" di quarant'anni...io, quando parlo di gioventù, penso ai 24-25 anni o giù di lì. Poi basta, poi siamo donne e uomini.

E' come se solo in questo periodo iniziassi a sentirmi pienamente un uomo, adulto...dopo averlo detto tante volte, "sono adulto, non un ragazzo", ora inizio a sentirlo.
Pensavo di sentirlo anche prima ma...quantomeno in questo periodo tale percezione di me stesso si fa più intensa, più decisa, più profonda.

Forse è per questo che ho desiderio di sentire che ho costruito qualcosa e di avere qualcosa da portare avanti.

Se per il lavoro le cose sono relativamente semplici da capire (resto nel mio lavoro perché ha tanti vantaggi, l'epoca non è delle migliori e, dunque, anche se non lo apprezzo molto cerco di tenermelo stretto), per tutto il resto non c'è alcuna semplicità.

Il casino riguarda, per intenderci, tutto quel che è relazione, sentimento, proiezione nel futuro delle mie relazioni...e dunque di me stesso, del mio essere uomo.

La scelta di andare a vivere per conto mio, 8 anni fa, e poi convivere, è scaturita da una - credo normale - esigenza di sentirmi autonomo, di sentirmi in grado di farcela da solo. Mettici pure che l'atmosfera a casa dei miei, in quel periodo, non era certo delle migliori e io, sistematicamente, finivo in mezzo alle tensioni.

All'inizio non è certo stato facile, se penso - per esempio - a tutto il tempo che impiegavo semplicemente a cucinare una cena...e al poco tempo che impiego attualmente, facendo nel frattempo altre tre cose, mi viene da sorridere.

Ora sono in un punto nel quale ho bisogno di consolidare quel che sono...e per questo metto in discussione tutto. Anche F.

Aver conosciuto M., più di un anno fa, è stato come mettere benzina sul fuoco, sui problemi che già c'erano, me ne rendo conto. In M. ho visto la potenzialità di costruire qualcosa, a prescindere dalle reali possibilità...perché in fondo, effettivamente, è una persona che conosco appena e che, soprattutto, sta costruendo il suo qualcosa con qualcun altro.

Il mio agire impulsivamente, settimane fa, ha portato a devastare completamente il mio precario equilibrio, quello che temevo di perdere e che, a ben vedere, ho distrutto io stesso.

Passo le giornate a recuperare alcuni dei cocci, ma soprattutto a cercare di guardare avanti e intorno, cercando di capire se sia ancora possibile trovare un senso nel proseguire su questa strada...oppure se scegliere altre strade...tornare a stare con me stesso, nel tentativo di ascoltarmi di più e, finalmente, magari capire chi sono davvero. E quali sono i miei desideri. E capire di chi ho bisogno davvero.

25 luglio, 2012

eBook e dintorni

Lo spunto mi viene da questo articolo del Corriere della Sera su Kundera ed eBook.

In questi giorni ho avuto più tempo per leggere, grazie a una piccola settimana di vacanza e al fatto che sto prendendo spesso i mezzi pubblici.

Finalmente sono riuscito a superare un blocco che, ormai, durava da mesi: iniziavo a leggere un libro e, poco prima della metà (a volte molto prima!), lo lasciavo stare lì.
In questo modo ne ho fatti fuori un bel po', spero di tornare sui miei passi e riprendere la loro lettura.
Tutto questo è accaduto dopo aver letto "Cent'anni di solitudine", uno dei libri che più mi sono piaciuti tra tutti quelli che ho letto. Allora forse, essendomi piaciuto molto, avrei voluto leggere subito dopo qualcosa di ancora più bello...e invece no. Probabilmente è qualcosa che ha a che fare con me stesso, più che con i libri in questione: parlo, infatti, di romanzi scritti da Elsa Morante, da Virginia Woolf, da Jorge Amado, insomma, i loro nomi parlano chiaramente.

Poche settimane fa, entro in libreria e vedo che ci sono sconti interessanti. Inizio, come sempre faccio, a cercare con lo sguardo libri del passato, dello scorso secolo e di quello ancora precedente, mentre penso - come sempre da un po' di anni - che comprare libri troppo attuali equivalga a scegliere qualcosa di non validato dagli anni.
Molto stupidamente.
Poi lo sguardo cade su libri che non conosco, su autori che - nella mia non aggiornata conoscenza della letteratura contemporanea - non suonano come familiari. Leggo la quarta di copertina di alcuni testi che più mi incuriosiscono...e decido di provare, di tornare a scegliere senza farmi orientare dall'autorevolezza del passato.
E sì, dai, compro due bei libri e, pochi giorni dopo, inizio con quello che più mi ha invogliato alla lettura: "Le correzioni" di Jonathan Franzen.
Finalmente, come dicevo all'inizio del post, sono riuscito a superare il blocco. Non voglio fare una recensione del libro perché non ne sarei in grado: posso dire che lo sto leggendo in modo appassionato.

Poi leggo l'articolo del Corriere linkato sopra e...penso alla mia esperienza con l'oggetto libro.

In effetti, anche io - come alcuni commentatori dell'articolo dicono - amo le sensazioni e le emozioni che si creano leggendo le pagine di carta, la rigidità del libro che man mano si attenua e cede, il fatto di tornare in quelle pagine, come a volersi - talvolta - rifugiare dal mondo all'interno della rilegatura, tra una pagina e l'altra.

Al tempo stesso non sono certo io una persona "contraria" alle tecnologie, e quando vedo persone che leggono sul Kindle sono sempre incuriosito.
Forse non mi cambierebbe nulla, forse le emozioni della carta sarebbero le stesse...o forse diverse e, chissà, mi piacerebbero di più.
Certamente, però, non posso fare a meno di pensare che la forma libro, così come l'abbiamo conosciuta unica e insostituibile fino a pochi decenni fa, dia contezza dell'importanza della conservazione e della trasmissione della memoria e della cultura.
Immagino la biblioteca di Alessandria, per esempio, o per essere più attuale le moderne grandi biblioteche.
L'imponenza di certe strutture, forse, sottolinea l'importanza di quel che in esse è contenuto, l'importanza di conservarlo e di metterlo a disposizione di tutti.
L'idea che, alla lunga, il libro cartaceo possa scomparire...semplicemente, non mi piace. Mi sembra che sarebbe una gran perdita.
Come sarebbe una biblioteca basata solo su supporti digitali? Un grande server e tanti schermi dai quali leggere i...libri? O ci aspettano nuove forme che non avranno le caratteristiche del libro così come lo intendiamo attualmente?

Certamente tutto quel che dico è basato sulla mia esperienza di persona nata nel XX secolo.
Non posso che pensare positivamente al fatto che grazie alla diffusione delle tecnologie della comunicazione tante persone possono accedere a cose che, nel passato, erano conosciute e fruibili solo da una parte della popolazione mondiale.

Probabilmente le nuove forme della conservazione e della trasmissione della cultura creeranno nuovi concetti e nuove considerazioni di che cosa è autorevole e di come comunicare l'importanza del patrimonio culturale.
Intendo dire che, forse, scomparendo il libro cartaceo, si affermeranno forme che negli anni diventeranno quello che per noi è ed è stato il libro.

Come sempre, probabimente, è una questione di prospettive storiche e culturali.

Nel frattempo, non posso fare a meno di pensare a "Le correzioni", al fatto che il libro è lì nella borsa, voluminoso, in attesa (lui...o io?) che io lo riprenda tra le mani sulla metro e torni a leggerlo, sentendo lo spessore delle pagine ancora da leggere.



04 gennaio, 2012

Delle ragioni contro il panettone senza uvetta e senza canditi

Gli interrogativi che aleggiano nella mente in questo periodo, che al di là di tutto vogliamo ancora definire "natalizio", sono dei più vari e disparati. Ci concentriamo, mie care e miei cari, su quelli che più vivamente ricorrono alla mente.

1. Che cosa sta accadendo nei gusti alimentari delle nuove generazioni? A fronte di un sempre più sfacciatamente ostentato "buon gusto" e "capacità di selezionare" rispetto ai cibi e alla loro preparazione, perché mai questo odio crescente per i canditi e l'uvetta? Che male vi hanno fatto mai i canditi? Ovviamente quelli buoni, non quelli di plastica. Eppure sono uno dei pilastri della pasticceria siciliana, tanto ostentatamente amata insieme a tutta la gastronomia della Bell'Isola!

2. Lord Crespo di Svezia si rende conto che, ormai, senza muscoli possenti non si va da nessuna parte. Anche i manichini nelle vetrine, un tempo forme ibride e impersonali, assumono pose e volumi da copertina Men's Health! E' chiaro che qualsiasi "stracazzo" di magliettina-straccetto fa il suo bel figurone in vetrina, riempita all'inverosimile da forme imponenti. Lo scrivente si impegna costantemente nell'esercizio fisico, tuttavia essendo per certi versi imposto il lavoro aerobico e di resistenza, manca il tempo per quello volto allo sviluppo della massa muscolare. Il risultato è che...boh, boh e ancora boh.

3. Vien sempre al cuore, in questi giorni, il desiderio di stilare una bella lista di buoni propositi...ma alcuni di loro restano intatti e intonsi negli anni. Un buon proposito, tuttavia, lo indico: non lasciarsi sfuggire, come avvenuto per dubbi sulla opportunità di cogliere l'occasione, l'offerta "pacchetto di pulizie professionali per appartamenti" di Groupon!

4. Ho deciso che tornerò (buon proposito?) ad esplorare il mondo dei blog. Per intenderci, non è detto che poiché quelli che leggevo abitualmente non sono più attivi non esistano più i blog. Anzi, mi pare - a leggere commenti e post - che ci sia un piacevole movimento, chissà ;-) Al di là e a proposito della chiusura di Splinder, quindi, prego chi più o meno spesso leggo di comunicarmi (se ne avete piacere) il nuovo indirizzo del vostro blog.

5. Buon anno!

13 aprile, 2011

Il magnetismo indotto dalle narrazioni fiabesche (o dell'equitazione amatoriale)

Eccomi nuovamente qui. Lo so che è uno scempio, il fatto che il blog sia così trascurato ma...essù!

Nuove notizie relative alla Soluzione Abitativa si sono affacciate e fanno timidamente - ma non troppo - capolino. Dopo circa un anno e mezzo di soggiorno nella Soluzione Mediamente Alta e Mediamente Larga...essa, la Soluzione, ha mutato nuovamente le sue caratteristiche.

Il trasloco è avvenuto verso una Soluzione Abitativa Larghissima (talvolta) e (esageratemente) Altissima (a tratti)!
Molta luce, questa la sua caratteristica principale, nelle ore diurne. Poi, come in tutte le case del mondo, quando scende la sera...c'è bisogno di illuminazione artificiale.
E qui casca l'asino.
Poiché la nuova Soluzione è dotata di forme assai particolari, che (mi) smontano tutte le idee più consolidate e poco messe in discussione sull'illuminazione casalinga.

Il desiderio sarebbe quello di conciliare, in particolare, le esigenze legate a una buona illuminazione dei vari ambienti con quello di non eccedere nei consumi di energia elettrica.

E qui, ridaje, casca ancora l'asino (che inizia a innervosirsi). Lord Crespo di Svezia, sempre interessato e appassionato rispetto alle cosiddette nuove frontiere della cucina (anche se, spesso, sono nuove solo per il Belpaese nel quale viviamo), per le operazioni di cottura dei cibi ha da tempo accolto in casa Lui, l'Amatissimo, il Sempre Lodato: il microonde! Naturalmente, come i più affezionati sanno, non di solo scongelamento e riscaldamento si tratta e trattasi di microonde con numerose possibilità di tipi di cottura...vapore, crisp, grill...ah!

Un altro oggetto, facente parte della zona "cucina", da mesi è di un certo interesse per lo scrivente. Tempi di cottura ridotti al minimo, uso dell'energia erogata fino al 90%, anziché al 40%, modalità di controllo della cottura che rasentano la perfezione, evitamento dell'elemento "fuoco" che - almeno nell'opinione e nel sentimento di Lord Crespo di Svezia - è sempre un elemento di pericolo nelle nostre case...orsù, che si palesi l'oggetto: piano di cottura a induzione!!!

Lord Crespo di Svezia, se non avesse avuto interferenze (pur richieste) nella decisione, avrebbe fatto il gran salto già da un po', proprio in occasione della necessità di comprare la cucina (per la Soluzione Abitativa Mediamente Larga e Alta). Tanto che, nei mesi, quando si è trovato a dover comprare pentole e padelle, ha sempre scelto quelle adatte alla cottura per induzione magnetica.

Che si palesi, orsù, l'interferenza: Raimunda!!!

Ella, la Savia, disse che non era il caso, che ci voleva il contratto dell'energia elettrica per 4,5kW e non per 3kW com'è classicamente e blablablablablablablablabla...bla.

Sta di fatto che il Suo Sconsiglio era spesso confermato dai commessi e dalle commesse dei vari negozi dove si trovano in vendita codesti piani di cottura. Che poi la domanda è: se il contratto di fornitura di energia elettrica casalinga a 4,5kW non ce l'ha nessuno...a chi li vendono tutti 'sti piani a induzione che sono esposti?
Sono esposti per fare scena, per dimostrare che l'assortimento è completo?
Vero è che in molti negozi di elettrodomestici tali piani non si vedono proprio.
Sta di fatto che il piano di cottura scelto e acquistato è a gas, con il fuoco.

Pochi giorni fa, che Lord Crespo di Svezia non ha ancora desistito dall'intenzione e dal desiderio, l'ultimo commesso interrogato a tal proposito...ha aperto un varco di luce. Volendo, si potrebbe fare. Certamente se si accendono tutti i "fuochi" insieme, il rischio di superare i 3kW è alto ma...quando mai lo scrivente accende tutti i fuochi insieme?

Usa il microonde in combinazione con la cucina sul fuoco, lo scrivente!

E qui casca un'altra volta l'asino (che inizia sul serio ad essere seccato per questa situazione!).
Il consumo del microonde insieme a quello della piastra a induzione magnetica rischia di far superare, di nuovo, la fatidica soglia dei 3kW?!?

In considerazione dei vari elementi, lo scrivente umilmente va a porvi un problema, per il quale vi chiede, invocando il vostro favore, di sforzarvi e produrre una soluzione!

FIABA PROBLEMATICA (con finale indefinito)

La mamma va al mercato e compra un piano di cottura a gas, spendendo 299€.

La mamma torna a casa, installa il piano di cottura e, stanca, si siede sul divano. Sfogliando una rivista e navigando in internet, inciampa in diverse lodi cantate in onore dei piani di cottura a induzione magnetica.

Ella esclama: "Ah! Già tutte le mie padelle e tutte le mie pentole sono adatte per la cottura sui piani a induzione magnetica!".

La mamma prosegue nei suoi pensieri: ella vorrebbe tanto avere un bel piano a induzione magnetica, il cui costo è mediamente di 400-600€; vorrebbe però non disperdere il valore del suo pur bello piano di cottura a gas, costato circa 300€.

In più, prosegue la mamma nelle sue considerazioni, dovrebbe cambiare il contratto per la fornitura di energia elettrica, aumentandolo da 3kW a 4,5kW.

Ciò comporterebbe, discetta tra sé e sé la mamma, da un lato un aumento del canone fisso per la fornitura, dall'altro un costo minore dell'energia elettrica, quindi - conclude la mamma - una sorta di risparmio sui consumi al netto del canone.

SOLUZIONE

Lascio a voi, dunque, mie sempre care e miei sempre cari, l'individuazione della Soluzione migliore!!!


Se nel frattempo vi state chiedendo il perché della citazione, nel titolo di questo post, della "equitazione amatoriale"...ecco, visto che l'asino è così innervosito (e come non comprenderlo!), lo scrivente vi comunica che - anche se da mesi ormai - è intenzionato a sperimentare la strada dell'equitazione amatoriale.

Lord Crespo di Svezia si dà all'ippica (forse)!!!

10 dicembre, 2010

I Quattro Elementi in formato microfibra (o delle Siderali Inconsapevoli Associazioni)

Signore e signori, qualche giorno fa ho comprato un paio di slip. Un po' speciali, di quelli carini, con colori e tessuti particolari...insomma, era un po' che non mi capitava.

Inconsapevolmente ho comprato un paio di slip che fanno parte di una serie dedicata ai quattro elementi: aria, fuoco, acqua e terra.
Dico inconsapevolmente perché me ne sono reso conto quando sono tornato a casa e ho aperto la confezione. Dentro c'era una brochure con quattro tizi, ovviamente pompati in un modo che rende l'idea di indossare quegli slip molto accattivante...finché non ci si incontra con lo specchio. Per ogni tipo pompato, un'associazione di idee e suggestioni, e uno slip (anzi, nella foto è un boxer hip) con un colore adatto per abbinarsi, rievocandolo, a uno dei quattro elementi: azzurrino chiarissimo per l'aria, verde foglia per la terra, blu per l'acqua, arancione per il fuoco.


Io ho comprato il blu e, quindi, mi sono ritrovato a casa con un bellissimo paio di slip dedicati all'acqua.

Ora, ovviamente - essendo io perfetta preda del marketing e delle pubblicità (nessuna scheda punti mi sfugge, nessun diniego al trattamento dei dati, per fare degli esempi) - mi sono lasciato tentare e suggestionare già in formato cartaceo (con la brochure) sostenendo ottime ragioni rispetto all'opportunità di possedere ciascun elemento, e non solo in formato slip ma anche boxer.

La ragione, in ogni caso, ha tentato di prevalere, facendomi desistere dall'idea del Possesso Totale dei Quattro Elementi.

Purtuttavia, qualcosa è da porre alla Vostra speciale attenzione, mie care amiche e miei cari amici di questo intimo salotto!

Lo scrivente, come già detto altre volte, è del segno dei Gemelli, con ascendente in Pesci: quello dei Gemelli, come probabilmente saprete, è un segno d'aria, mentre quello dei Pesci è d'acqua.
Sempre lo scrivente, in una certa epoca non meglio identificata se non riferendosi al "passato", ha iniziato a pensare che le caratteristiche del segno dei Pesci, talvolta, prendano il sopravvento sul suo modo di comportarsi e sul suo equilibrio psico-emotivo.

Così tanto il sopravvento che va a scegliere, inconsapevolmente, lo si ribadisca, un paio di slip dedicati all'elemento del quale è proprio il segno zodiacale in cui cade il suo ascendente, non quello dove, al momento della sua nascita, era posizionato il Sole.
Però è anche vero che l'azzurrino dell'aria gli piace molto, a Lord Crespo di Svezia, per i costumi da bagno...cioè, un costume da bagno intorno al quale gira ormai intorno da anni e che non compra perché ogni volta tentato da altro.

E va anche detto che l'arancione mi garba molto, ecco...quell'arancione lì, quello della brochure...sarà che ho Marte in Leone. E il verde...mmm...il verde?

A voi chiedo lumi (verdi), mie care e miei cari!

29 settembre, 2010

I'm lovin' it

Blogger ha cambiato un po' di cose, facendomi tornare l'amore per questa piattaforma. E dire che stavo quasi per decidere di spostarmi su Splinder...e invece no. Un po' di cambiamenti nella grafica e, forse, chissà...un senso diverso da dare al mio blog, come dicevo qualche settimana fa.

13 settembre, 2010

Scienza e Coscienza del Tensioattivo (o delle Riflessioni sulle Ecodosi)

Orsù, Lord Crespo di Svezia, da qualche tempo, si dedica con Scienza e Coscienza alla riflessione sull'uso della lavatrice e su tutte le operazioni a questo connesse.
Per ciò che riguarda la Scienza, si presti attenzione alla collocazione del cosiddetto "stendino", che nel caso dello scrivente è "verticale" (retaggio dell'Alto e Stretto Vivere). Essa dipende dal percorso che la Stella che illumina il Pianeta Nostro segue nel cielo: mentre in tarda primavera ed estate la sua luce non entra dalla finestra mancopegnente, poiché altissima sta nel cielo, in tardo autunno e inverno essa entra diretta e quasi orizzontale nel soggiorno della Soluzione Abitativa Mediamente Alta&Larga.

Ne consegue che, d'estate, Lord Crespo di Svezia stende il suo bucato all'aperto, preferendo farlo quando è in casa o quantomeno quando sa che il clima promette sole, sole e ancora sole. Poiché si scoccerebbe a vedere il suo bucato bagnato dalle piogge.

D'inverno il bucato viene steso di fronte alla finestra nel soggiorno ('na sciccheria), dove il sole entra drittopeddritto e scalda talmente tanto da asciugare i panni come se ci fosse il vento caldo dell'estate (o quasi). E talvolta anche quando non c'è il sole, ci pensano il Dottor Termosifone e Messere Caminetto, a riscaldare l'atmosfera.

E fin qui la Scienza.

Passiamo al suo intreccio con la Conoscenza, seppur il legame tra i due elementi sia - soprattutto in questo caso - inevitabile. Come dire, infatti, che il tensioattivo non sia Scienza?

E come dire che l'immagine del diuturno passeggiar del di Apollo carro non necessiti di un riferimento alla Conoscenza, allorché sappiamo che non è il Sole a muoversi con il carro ma la terra che gira gira e rigira? Anzi, che il sole non si muove mancopegnente, se non insieme a tutto il sistema che da lui prende il nome?

Scienzainpillole!

E sì, il Rilancio della Riflessione sul dosaggio del detersivo, Scienza e Conoscenza del Tensioattivo, passa da uno spot pubblicitario...e da una passeggiata più o meno distesa nello stand del settore detervisi di un ipermercato.

La Coscienza della Scienza e della Conoscenza può dipendere da un codice a barre: la postmodernità!

L'attenzione dello scrivente, spesso, è catturata dalle cose funzionali e pratiche: non a caso la sua automobile dei sogni è la Multipla, schifata da 3/4 del mondo civilizzato e post-industriale, adorata dallo scrivente per le Sue Promesse di Contenitività. Se poi hanno anche un aspetto piacevole...ah!

E secondo Voi le Ecodosi Dash non hanno un aspetto piacevolmente funzionale e pratico?
Esse, realizzate già in giusta dose (...uhmmm...), vengono collocate direttamente nel cestello, poiché altrimenti il sapone - pare - se ne andrebbe in gran parte sparso nello scarico, piuttosto che sul bucato.
E dunque, immagino indice e pollice a tenere in mano l'Ecodose, verso il cestello del bucato...poi l'immaginazione corre di più, a tanti - ma tanti! - anni fa.

Per la precisione all'Avvento della Pallina Dosatrice. Anch'essa da collocare nel bel mezzo del bucato tutto rannicchiato nel cestello della lavatrice.

A questo punto, lo scrivente è preso da dubbi.

Poiché la Pallina Dosatrice (anzi, le palline) ce l'ha.

a) Da quando ha iniziato ad usare la lavatrice, non ha mai usato la pallina dosatrice se non per dosare il detersivo, mettendo poi quest'ultimo - insieme ai vari additivi - nel cassetto del detersivo. La ragione del non-uso della pallina risiede nel timore che il detersivo vada a depositarsi in modo concetrato su pochi capi in particolare, senza spandersi uniformemente su tutto il bucato. Dubbio corroborato dalla scarsa quantità di acqua usata dalla lavatrice in questione, ché il libretto di istruzioni dice che è eco-normale.

b) Da quando ha visto dell'Ecodose, Lord Crespo di Svezia s'è fatto prendere dal dubbio, poiché ha immaginato che il suo detersivo se ne vada effettivamente in gran parte via per lo scarico.

c) Ha iniziato ad usare la pallina dosatrice come si deve, cioè collocandola nel bel mezzo del bucato.

c) Tuttavia un dubbio lo assale: la pallina dosatrice non è forse più ecologica dell'ecodose?

d) L'ecodose, infatti, è già fatta, senza possibilità di modificarla in base alla quantità di bucato e allo sporco presente su quest'ultimo.

e) Ora...l'ecodose dice di essere innovativa ed ecologica: non è forse più ecologica la pallina dosatrice, che permette di scegliere di volta in volta la quantità di detersivo? E l'innovazione, a questo punto, dov'è?

Sull'onda di questi dubbi, Lord Crespo di Svezia è orgoglioso di comunicarvi che ha deciso di comprare una nuova Tavola da Stiro, sulla quale tentare di appianare i tanti dubbi dell'Ecologico Sentimento.
Nel frattempo, o Voi Dilette, o Voi Diletti, potete contribuire, con la Vostra Conoscenza, alla Navigazione del Mare Tempestoso della Scienza e dell'Oceano Profondissimo della Conoscenza?

[Grazie a http://napolibella.bravepages.com/ per l'immagine delle donne che stendono il bucato.]

07 settembre, 2010

Questioni di feeling pilifero (o della Cerettista Esploratrice di Luoghi Sconosciuti)

Ebbene, ariècchece quà!

Donne, soprattutto donne, a raccolta!!! Il consiglio che mi accingo a chiedervi probabilmente potrete darmelo voi in modo maggiormente consapevole, anche se la questione, nel presente caso, riguarda me, che sono uomo.

Affermando quel che ho affermato in chiusura della precedente frase, mi rendo conto di come sia necessario riflettere sul fatto di dirsi "uomo" anziché "ragazzo"; tuttavia rimando la riflessione, a Dio piacendo, a qualche altro post.

Qui si parla di produzioni pilifere, argomento trattato diverse volte e da vari punti di vista nelle pagine di questo blog.

Se la Ricerca del Parrubarbiere Perduto non ha ancora dato un suo frutto (tanto che lo scrivente è costretto a tagliarsi i capelli da solo, con risultati spesso poco piacevoli), un'altra ricerca ha dato un frutto, anzi una frutta, di donna trattandosi!

Che Lord Crespo di Svezia usasse rendere la sua epidermide privata dalla produzione pilifera, già si sapeva, addirittura - credo - dagli albori di questo blog.
Tuttavia, dalla scorsa estate, egli ha fatto il Gran Salto, ossia...la cera...ahi-ahi-ahi!

La prima volta è stata una specie di microtortura, alleviata dai potenti e piacevoli massaggi oleosi della cerettista, anzi...delle cerettiste, che siccome avevano un appuntamento successivo al mio sul quale erano in ritardo, si sono messe una-strappa-l'altra-massaggia, oppure una-strappa-e-l'altra-pure, oppure una-massaggia-e-l'altra-pure.

Poiché lo scrivente s'è iniziato alla pratica della cera nel luogo di vacanza, tornato nella città nella quale vive ha dovuto cercare - volendo proseguire con tal pratica - una cerettista bravaalla quale affidarsi. Chiesto consiglio, ne ha individuata una, la quale ha assunto funzioni di psicologa clinica, oltre che di cerettista.

Lo scrivente, nelle 2-3 volte che ha fatto la cera con lei, si distendeva senza troppi veli sul lettino...e senza veli, partivano ogni volta confidenze e confessioni, riflessioni e rimorsi, tanto che il dolore per gli strappetti era un contorno quasi impercettibile, ogni volta di più...tranne che sul petto.
La ceretta sul petto fa venire in mente le scene di Apocalypto, con tutto il rispetto per quel che nel film viene narrato (mi vengono i brividi solo a ricordare certe immagini).

Torno alla questione. Non so perché ma, intimamente, non ero convinto del servizio offerto presso questo centro estetico, non per la cerettista ma...nel complesso.
Tanto che provo a cambiare, andando a cercare una valida sostituzione in un posto dall'aspetto meno buco-con-tre-stanzette-di-3mq-ciascuna.

Trova la cerettista armata di stendicera roll-on. AIUTO! Essa, la Silenziosissima, si concentra sugli strappetti che, però, risultano essere meno dolorosi di quanto non fossero con la precedente cerettista. Nel silenzio, lo scrivente si sente imbarazzato, poiché egli soffre ancora del complesso relativo alla cera maschile, cioè...si mette a pensare che la Cerettista RollOn, peraltro giovanissima, sta pensando "ma guarda tu questo, che si fa la ceretta...mah!"...così si concentra sulla musichina di sottofondo, peraltro la musichina è Michael Bublé, poco sopportato (non lui, che ha pure la faccia simpatica, la sua musica) dallo scrivente.

Poi la seconda volta, parlando di vacanze, si scopre che essa, la poco-più-che-teenager-della-cera, ha il ragazzo motociclista, che lei esce sempre con lui, insieme, in moto e, dunque, la conversazione diventa più facile e anzi, stenta a cessare.

La cerettista in questione è pure molto brava...la volta successiva, chiedo appuntamento con lei e la risposta è molto evasiva...alla fine insisto e "Hai fatto una domanda? Ora prenditi la risposta!", ossia: "la pocopiùcheTeenager della Cera" non lavora più qui.

Eccheccazzo, pensa lo scrivente, allora è un vizio! Qualsiasi persona alla quale mi affido per la cura delle estremità pilifere cambia lavoro!

Si rassegna e prende comunque appuntamento e...ebbene, alla fine della Seduta Estirpante, lo scrivente è estasiato dal lavoro compiuto da Colei che può essere eletta ad Estetista della Cera dell'Anno! Insomma, lavoro eseguito alla perfezione, in luoghi del corpo che lo scrivente nemmeno sospettava fossero raggiungibili (omissis ma non pensate male, nè!)...ora, dice, embè?!?

La ricrescita.

La ricrescita è il tarlo dello scrivente. Sul petto è un orrore, creando bollicine, peli che fan fatica a spuntare fuori, rossori...possibile che non ci sia una soluzione?

Sulle gambe è tutto ok, almeno pare, mentre per il petto tanto problematica è la cosa che lo scrivente sta decidendo di lasciar perdere la pratica estirpatrice, a favore di una rigogliosa libertà dei pur pochi esserini piliferi sul torace.

Consigli? Donne, fatevi avanti! E poi...qualche essere di sesso maschile in ascolto, che pratica la stessa pratica e non ha i miei problemi pratici?

In pratica, un post molto concreto, stavolta.

Ebbene, vi saluto e attendo risposte ;-)


02 luglio, 2010

Yuuu-uuuuhhh!!!

Se qualcuno se lo stesse chiedendo, tra i pochi visitatori di questo blog, non è che sono scomparso e non è che m'è passata la voglia di blog...sono molto preso da questo e, forse di conseguenza, sto un po' trascurando il presente blog ;-)

Anche se, a dire il vero, molte volte mi è passato per la testa questo pensiero: "Che senso ha, ormai, il mio blog?".

Vi spiego. Quando decisi di creare un blog lo feci così per gioco, non perché sentissi la necessità di confidarmi o di scrivere sul web i miei pensieri quotidiani. Lo feci senza avere le idee chiare su che cosa avrei voluto farne. Poi tutto prese la piega del gioco, dello scherzo, del parlare delle mie passioni, delle mie vicende quotidiane...e ci sono stati periodi nei quali questo blog mi ha fatto fare tante risate. Un periodo in particolare nel quale, certe volte, quel che succedeva nella cosiddetta "blogosfera" aveva una sua autonomia, quasi un mondo a sé.

Poi è arrivato - ormai luogo comune, questo discorso - Facebook e, tra note, commenti, "a che cosa stai pensando", foto e quant'altro, i blog sono stati abbandonati, nella maggior parte dei casi.
In altri casi sono stati abbandonati e basta, a prescindere da Facebook. Altri procedono con la consueta verve ed è un piacere.

Sta di fatto che, successivamente all'abbandono più o meno generalizzato delle piattaforme blog, certe cose che scrivevo non avevo più il gusto di scriverle, ma non perché il numero di commenti era diminuito...semplicemente perché il tutto è diventato meno dinamico, più lento, più...riflessivo.

E per certi versi più piacevole, più intimo, maggiormente confidenziale.

Il tutto è peraltro coinciso con un mio cambiamento, la fine di un percorso intrapreso prima di aprire il blog e finito poco più di un anno fa. Uno dei post che maggiormente rappresentano questo cambiamento (almeno io ce lo leggo più facilmente) è questo qui...che tante volte leggo e rileggo, guardando le foto.

Probabilmente non torneranno più i post sulle tutine dorate e su Ikea e sul microonde...e i tanti commenti con i quali ridevo a crepapelle...ma forse è giusto così, non si può immaginare che una cosa resti uguale a se stessa per troppo tempo.

E allora, tutto questo discorso per dire che cosa? Che non so che cosa voglio fare con questo blog...e mi piaceva dirvelo, confidarmi, confrontarmi con voi.

Vi bacio.

13 aprile, 2010

Stocazz...o...oppure...i (o dei Vetri Oscurati)

Un post molto sintetico (almeno credo ora che mi accingo a scriverlo) e assai prosaico.

Da qualche anno sempre più spesso sento usare - talvolta con un tentato accenno alla presunta cadenza romana (attenzione attenzione: quello dei Cesaroni non è dialetto romano, vade retro) - l'espressione "sticazzi!" come a significare "accidenti!", mentre da sempre - almeno nella mia esperienza di malgrado tutto romano - l'espressione "sticazzi!" sta a significare "chi se ne importa!".

Mentre "stocazzo!" sta a significare talvolta "accidenti" ma molto più spesso una accusa di aver detto una cosa pretenziosa. Tipo "Mi aiuti a sollevare con le sole braccia la mia automobile, affinché possa controllare che tutto sia a posto nella parte inferiore di essa?", e l'interlocutore interpellato risponde "Stocazzo!" a significare "Ma che cosa mi chiedi? E' impossibile, troppo faticoso per chiunque non sia Superman!".


La domanda è questa: che cosa è accaduto? Perché questa confusione su "Sticazzi/o!"? Oppure quest'ultima espressione, nella forma che va diffondendosi, nulla ha a che vedere con quella che si usa a Roma e dintorni?

E per concludere con una ulteriore domanda: perché...le automobili con i vetri oscurati? Che cosa abbiamo fatto di male per meritare questo?

Ciao ciao amorine e amorini! ;-)

15 marzo, 2010

La Nube di Alicia (o delle questioni dell'Ottimal Drenaggio)

Assodato che il lupo perde il pelo ma non il vizio, e che dunque lo scrivente e la Raimunda! cambiano location ma non il vizio di far roteare mobili, si proceda all'esame di alcune Assonanze floreal-alimentari!

Anzitutto, è da segnalare la scoperta tardiva, da parte dello scrivente, della Pregiatissima Signora Keys, al secolo Alicia, che con le Sue note dolci e al tempo stesso piene di carattere, aleggia e volteggia da giorni fuoriuscendo dai casalinghi altoparlanti, nonché da quelli automobilistici e iPod-cellular-mp3istici!

E fin qui ci sarebbe poco altro da dire, se non che certe volte - come accade per i libri o per i film - le stesse melodie e le stesse voci, ascoltate in tempi ed età e condizioni diverse, assumono significati e danno emozioni diverse, talvolta fissandosi nel cuore e restando "belle" al di là delle condizioni e delle età, talvolta sbiadendo nel tempo e talvolta riassumendo colore e dando nuova emozione a distanza di tempo.

La stessa sorte è toccata ad un'altra Alicia...questa. Anch'essa già da anni giaceva, come la prima in formato CD, in formato inscatolato in qualche anfratto di quel caos che, probabilmente, era divenuto irriducibile nella Soluzione Abitativa Altissima e Strettissima.

Poi, non si sa come e non si sa perché, essa è tornata nei discorsi...anzi, si sa perché: colpa - o merito - della Raimunda! che, nel preparare il caffè, s'è scordata la caffettiera sul fornello del gas...acceso, ovviamente.

Salvata per un pelo dall'Incendiario Disastro la nuova e costruitissima (in quanto proveniente dal Disegno Celeste by Kitchen Planner) cucina [top NUMERAR Rovere + anta ABSTRAKT bianco lucido e maniglia STRECKET rame + futura anta ABSTRAKT rame,] nonché probabilmente l'intera attuale Soluzione Abitativa Abbastanza Alta e Mediamente Larga, il discorso è corso di corsa a soluzioni che permettano di fare il più possibile a meno della umana azione.

E dunque, caffettiera che fa tutto da sola e che, soprattutto, si spegne quando ha finito il suo compito...Alicia!!!

E dunque la carissima Alicia gorgoglia di odoroso caffè, mentre la incantevole Alicia spande nell'aria il suo melodioso vociare.

E tutte e due ri-scoperte, da una sorta di paziente e incosciente letargo, nel medesimo periodo!

E...ecco!

Ma non è tutto, poiché si parla di melodiose suggestioni alimentar-floreali...s'è parlato del lato food, che si parli del lato flower!

In questo caso, si consideri che lo scrivente da sempre nutre il desiderio di dedicarsi un po' a quel poetico e delicato e allegro mondo dei fiori e delle piante (lo confessa, soprattutto dei fiori, le piante con sole foglie gli piacciono sì ma...predilige i fiori).

Se prima lo spazio "all'aperto" a disposizione era poco utile (in quanto mai soleggiato, ma proprio mai, essendo esposto a nord che più nord non si può ed essendo incastonato in alte mura che impediscono al sole di raggiungere l'unico spazio a disposizione per dedicarsi alla floricoltura - che differenza c'è con il giardinaggio? Lo intuisco, non ho voglia di approfondire ora...vado avanti, sì, la smetto con questa digressione), per non parlare di quello "all'interno", che si riduceva a un pur amatissimo e piacevolmente soleggiato davanzale interno, quello della famigerata finestrona con le sbarre, ora lo spazio è maggiore (sempre limitato ma sicuramente più ampio) e soprattutto presenta spazi di ampio e totale soleggiamento e altri egualmente soleggiati ma con un po' di ombra in alcune ore del giorno.

E dunque, che cosa c'è di meglio di riempire di colorate corolle questo spazio?

E dunque...via alla Nuova Esperienza della coltivazione e della cura di:

- ranuncoli (gialli, arancioni, bianchi);
- gerbere (rosse, salmone);
- tulipani (rossi, gialli, rossi e gialli);
- neonato di abete (che ha germogliato, ha germogliato, che meraviglia quel nuovo verde!).

Le operazioni di rinvaso consigliate (e necessarie) in questo periodo (o quasi) sono state compiute, nella speranza che loro, le Radicine Belle, non subiscano un eccessivo stress e si adattino presto e bene alla loro nuova dimora!

Anche per le piante che già c'erano nella Altissima e Strettissima (Anthurium e Dracena Marginata), il rinvaso è stato compiuto insieme a una nuova collocazione (dopo quella di prima individuazione subito dopo il trasloco), speriamo di loro gradimento!

Tra le attività comprese nella Nuova Esperienza che lo scrivente ha inaugurato, e spera di portare avanti senza far troppo danno alle Gentili Creature di cui sopra, vi è quella della raccolta dell'acqua piovana.

Dice: co' tutta 'sta pioggia, avoja te!

Dico: embè...è che ho iniziato a raccoglie tardi e ce n'ho poca!

Dice: a che te serve l'acqua piovana?

Dico: a nebulizzare le foglie della Delicatissima!!!

Dice: e chi è aa Delicatissima, mo?!?

Dico: ...aa Calathea Crocata!!!


Ebbene sì, come Tropical Pianta (pare!), essa ha bisogno di nebulizzazioni quasi quotidiane...
...e io nebulizzo, nebulizzo!


E voi, Daliette mie, Gladiolucci miei, se avete acqua piovana - incidentalmente o volontariamente raccolta e/o conservata - fatemene dono, qualora non servisse a Voi!

E se poi voleste Voi stesse e Voi stessi venir a nebulizzare la Delicatissima...porte aperte!!!


P.S. Per la parte "floreale" del presente post, ho avuto tutto il tempo il timore dello sguardo della Nostra StregaMezza, poiché Ella sa e potrei io aver scritto qualche baggianata, io, ancora profanissimo!

26 gennaio, 2010

Freezing Kruska's Academy (o del Superlativo Legger Patinato)

Il vostro corpo può essere uno strumento con il quale allenare il vostro corpo.

Così dice la Saggezza Patinata.

Lo scrivente, che più e più volte ha espresso tra i "buoni propositi per l'anno nuovo" l'intenzione di avventurarsi in un programma di attività fisica basata sull'uso di manubri e bilanceri, ricorda a Voi, ginniche lettrici e ginnici lettori, che ha peraltro espresso nel post precedente l'intenzione di divenire cliente BoFrost.

Vero è che il post precedente non era propriamente un post contenente i buoni propositi per l'anno nuovo.

Sta di fatto che lo scrivente è diventato (PARAPA'!PARAPAAAAAAAA'!) cliente BoFrost, con tanto di 5euriZ di scontodibenvenuto.
La libertà dal surgelato da trasportare a casa senza far iniziare il processo di scongelamento è davvero esaltante.

E soprattutto è esaltante la lettura del catalogo BoFrost: un uso di aggettivi superlativi che lascia senza parole, in una tale varietà da poter divenire Presidio dell'Accademia della Crusca contro il sempre più drastico abbassamento del numero di parole dell'italiano usate dagli italiani.

Lord Crespo di Svezia, per sugellare e sostenere la Causa del Prolisso Surgelato, inaugura la Refrigerante Collaborazione Domestica con un ottimo minestrone 16 verdure, arricchito con un poco di concentrato di pomodoro e un cucchiaino scarso di sale non trattato dell'Atlantico del Nord. Su tutto, filo(ne) d'olio e parmigiano.

A dire il vero la collaborazione domestica era già stata inaugurata con il Passato di verdure quando, in una recente occasione, Raimunda e lo scrivente giunsero stanchi a casa, dopo un giro motociclistico impegnativo e...zac! 10 minuti di Jet Power MW (GottaLoveMicroWawes) e la cena è pronta.

Il tempo risparmiabile e qualche volta già risparmiato, allorché ci si accinga a cucinare con verdure surgelate, può essere surgelato...ops...no, utilizzato per attività quali: piegare i panni, lavare i pavimenti, pulire il bagno...dice, abbbbbasta, dice, ci vogliono anche un po' di passatempi.

Tra i diversi passatempi, ludici e non, culturali e aculturali, benefici e meno benefici, utili e disutili...vi è l'allenamento con il proprio corpo.

Ossia, quello che permette di allenare il proprio corpo sfruttando il suo stesso peso.

E' così che, per l'ennesima volta, l'allenamento con i pesi sembra essere meno fascinoso rispetto a un programma di allenamenti che parte dal corpo per tornare al corpo, per certi versi senza uscirne.

Messaggio ad personam:

@Acer, ieri o l'altro ieri - non importa - ho visto una cyclette parcheggiata su un balcone...e l'ho pensata molto ;-)

Ma il punto non è questo.

La Saggezza Patinata dell'Allenamento Autosostenentesi.

La Saggezza Patinata del Superlativo Surgelato.

La Saggezza Patinata...e qui la mia domanda!

Quali riviste leggete, Patinate Amorine e Patinati Amorini, e proprio non potete far a meno di acquistare?
Anche saltuariamente, s'intende!

Le mie:

- La Cucina Italiana
- Gli Speciali della Cucina Italiana
- Vanity Fair
- Internazionale
- Men'sHealth (la parte degli allenamenti e quella dedicata all'alimentazione sono davvero ben fatte)
- Motociclismo
- Meridiani
- Meridiani Montagne
- Sport Life
- Catalogo BoFrost ;-)

17 dicembre, 2009

Desperate Houseman (o del godimento derivante dal cassetto ammortizzato)

Le Pagine del Verbo in Fibra di Legno ad Alta Pressione, in un tempo non molto lontano, venivano lette ed elaborate con una certa calma.

Lo si può dire a posteriori, poiché mentre si svolgevano le azioni descritte nella frase di cui sopra la percezione era diversa.
E, in special modo, si era all'oscuro dell'esistenza della Fibra di Legno ad Alta Pressione.

Sì...qualche mobiluccio...qualche mensolina...un po' di confusione arredativa, 'na mensola per la cucina in bagno, un ripiano per la cucina anch'esso in bagno...un mobile da bagno in camera da letto...e lo sforzo principale rivolto a far entrare in uno spazio che - ve lo posso confessare? - visto da qui appare oltremodo inverosimile. Altissimo e strettissimo.

Ora che lo scrivente feat. Raimunda! sono alle prese con pareti dalle caratteristiche regolari e dimensioni abbastanza ampie...la Sindrome Svedese del Listellato in Rovere, almeno per lo scrivente, si è palesata in tutta la sua tragicamente deliziosa piacevolezza. L'intensità della sindrome legata all'Altissima e Strettissima Soluzione Abitativa, al confronto, era un nonnulla, e anche in questo caso la verità appare a posteriori.

Riunioni...cene...aperitivi...qualsiasi momento vede lo scrivente assorto nell'assemblaggio off line'n'in the mind - aka out of planner - di mobili da bagno e miscelatori, con al centro sinuosi lavelli doppia vasca: GODMORGON!!!

Milioni di istanti trascorsi con la testa fra le nuvole - ahimé, gli impegni che trascuro! - per tentare la soluzione ottimale per un soggiorno che sia luminoso e, al tempo stesso, caldo e accogliente: BESTA!!!

L'anta bianco lucido laminato salverà le nostre esistenze dal baratro sociopolitico? Non so ma...è tanto consolatoria!!! E la maniglia STRECKET! Con il suo rame così...moderno e antico al tempo stesso!!!

E il piacere visivo e tattile del listellato di rovere...da ungere ogni 2-3 giorni per 2-3 mesi con l'olio BEHANDLA!!!

E lo scintillante e sommesso riflesso del piano di cottura NUTID in vetro temprato color nero!!!

E la chiusura "dolce" dei cassetti, grazie agli appositi ammortizzatori...lo ammetto, nei primi giorni successivi al montaggio dell'elemento FAKTUM 30cm con dispensa estraibile a cassetti scorrevoli + anta ABSTRAKT bianco lucido + maniglia STRECKET, dopo aver vissuto momenti di puro misticismo nel tentare di montare l'insieme degli elementi appena elencati...ho trascorso, per più giorni e per più volte al giorno, qualche minuto ad aprire e chiudere l'anta, per godere appieno della chiusura "dolce" (così dicono le Sacre Scritture), oltre che a guardare soddisfatto il risultato!

Vi inviterei a tutte e a tutti per aprire e chiudere insieme quell'anta...e non vi dico quella da 60cm!!!

E non parliamo delle Rivoluzioni Riciclanti che riguardano la struttura PAX, per ora sprovvista di ante, poiché quelle precedenti sono inutilizzabili se non su una struttura lineare di 2 metri...ma non è detto...non è detto!!!
Potrebbe essere che PAX faccia l'ennesimo salto: in origine fu di 50cm+50cm...poi 100cm+50cm+50cm...ora potrebbe diventare 50cm+50cm+100cm+50cm+50cm!!!

E l'accoppiamento di codesti elementi potrebbe generare risultati moltiplicanti!!! Ossia 50cm*60cm*236cm + 50cm*60cm*70cm(pensile) + 50cm*60cm*70cm(pensile) +50cm*60cm*70cm(pensile) + 50cm*60cm*236cm!!!

E ancora, Billy...BILLY!!! Che si sposta, si smonta, si rimonta...si redistribuisce in forme nuove....a proposito, i mobili del Tempio Sacro resistono egregiamente ai traslochi, si smontano e si rimontano senza cedere minimamente!!!

E non parliamo dell'illuminazione...BRASA...il sogno proibito e ardito!!!

E poi l'uso...l'uso del lavello BOHOLMEN, quelle malefiche ma affettuose macchiette di calcare sull'acciaio...fetide e infide...ma che poi, quando vanno via, regalano soddisfazioni inconfessabili!!!

E invece io ve le confesso!!!

Salvate quest'uomo dalla Sindrome Svedese e dalla Sua Attitudine alla Casalinghità!!!

Macchiette di calcare, vi odio e vi amooooooooooo!!!

Consigli per gli acquisti:

- VIM Crema per acciaio;
- VIM Crema per sanitari e superfici;
- AIAX Classico per pavimenti;

Progetti a breve termine:

- diventare cliente Bo*Frost;

- ricavare uno spazio per il posizionamento della panca GymFit300 by Carnielli;

- acquistare altoparlante subwoofer, da posizionare in posizione non meglio identificata;

- imparare ad accendere il caminetto.

Suggestioni varie ed eventuali:

- come si possono dipingere/coprire delle orride mattonelle che rivestono interamente le pareti del rett-angolo cottura, a un costo decente?

- il divano sta mejo de quà o de là?

- le tende? Quanno ce se pensa? Acquistate, stanno lì in attesa!

Proposte costruttive

- se avete intenzione di acquistare qualcosa al Tempio Sacro...ditemelo, se volete ci penso io. Vi dirò di più: maggiore sarà l'indefinitezza della vostra richiesta, maggiore sarà il mio sollazzo! Tipo "me serve n'abbasciù!" e io "Come la vuoi?" e voi "Vedi tu!" e io "GHHHHH!!!"

- che non vi venga in mente, tuttavia, di chiedermi di comprarvi un'abat-jour al Tempio...che quelle, va detto, fanno tutte irrimediabilmente cagare.

- Ghhhhhhh!!!

16 ottobre, 2009

I do love Rubicchio (o della Sensibilità agli Eventi Pompeiani)

Causa disavventura con l'Amata Motina Sua, Lord Crespo di Svezia è da qualche settimana - per l'ennesima volta - alle prese con i mezzi pubblici della città nella quale egli - Suo malgrado - vive e lavora.

Si può ben dire, a proposito del "malgrado", che egli vive in questa città - ormai invivibile - quasi esclusivamente per ragioni insite nel secondo verbo coniugato all'indicativo presente, terza persona, ultima parola della frase precedente. Una buona ragione, sostiene lo scrivente, indiscutibile, e ad essa si inchina, grato.

Ma non è questo, in ogni caso, il punto.

Le Andate e i Ritorni vedono Lord Crespo di Svezia fruitore della metropolitana, sempre apprezzata da egli quando questa non è superaffollata.
Voi direte: quando non è superaffollata?
Dice Lord Crespo: nella direzione presa da me molto spesso è, devo dire, vivibile e piacevole.

Ma non è questo, in ogni caso, il punto.

La metropolitana in questione, da qualche tempo, dispone di schermi luccicanti quanto silenti, sicché i viaggi sono accompagnati da pubblicità, campagne di sensibilizzazione su tematiche sociali, divertenti candid camera e...serie di cartoon.

Ecco, i cartoon.

Uno di questi ha colpito il cuore di Lord Crespo di Svezia.

Rubicchio.



Lord Crespo di Svezia loves Rubicchio!!!

Egli, ladro in azione nello spazio e nel tempo, suscita simpatia e allieta il volto dello scrivente concentrato di volta in volta:

a) sul giornale del/la vicino/a;
b) sul tenere il tempo della musica che scorre nelle cuffiette, tamburellando con le dita il sedile o il corrimano, mettendo così a dura prova la pazienza dei vicini di viaggio;
c) farsi amabilmente i caTzi degli altri, trincerato dietro opportunamente calzati occhiali da sole con lenti leggermente specchiate e comunque impenetrabili, cuffiette finto accese ma in realtà silenti, per dare l'impressione che l'udito sia per il momento fuori uso (e invece no) sì da rendere gli altri meno resistenti ad aprire il Baule dei CaTziLoro;
d) varie ed eventuali.

Rubicchio ruba nella busta della spesa di una signora, pescando un'aragosta che pizzica il suo naso con le chele!

Rubicchio si ritrova di fronte a una veggente che scruta il suo futuro nella sfera di cristallo, mentre lui è distratto dal diadema che adorna il turbante con il quale la veggente copre la sua chioma. Così, mentre la veggente vede, Rubicchio allunga la mano per appropriarsi del diadema e...ZAC! Insieme al diadema, viene via il turbante, scoprendo il capo...calvo...della veggente, che si incazza abbbestia e lo avvia verso i Viaggi nel Tempo!

Rubicchio, così, viaggia nel tempo e...

...si ritrova di fronte a un gruzzoletto di monete scintillanti d'oro, si muove per afferrarle e...ZAC!...un prode cavaliere lo anticipa! Robin Hood!

...si ritrova in corti francesi, tra "Cipria e tabacco", soggiogato dallo stesso luccichio di monete sul tavolo, non esita a travestirsi da donna, per avvicinarsi al tavolo e sedurre gli ospiti...distraendoli dalla sua mano allungata e protesa verso il bottino e...ZAC! Gli scivola la parrucca e viene impietosamente picchiato!

...si ritrova a Pompei, nel 79 a.C., poco vestito e molto attorniato da sensuali ancelle che vogliono allietare la sua toeletta e, nel momento più alto dell'idillio...ZAC! Il Vesuvio erutta e...

...e...

Lord Crespo di Svezia ci rimane molto male.
Non tanto per la sorte di Rubicchio, che schiacciato da una enorme pietra lavica, scompare con un POF! verso altre mete nel Tempo!


No.
E' per Pompei e per la tragedia che, secoli fa, colpì la popolazione pompeiana.
Ora, si tratta di una questione personale, Lord Crespo di Svezia non ce l'ha con Rubicchio, no.
E' che egli, Lord Crespo scrivente, ha sempre vissuto la tragedia di Pompei con un coinvolgimento emotivo significativo: le visite agli scavi lo hanno sempre toccato; la vista dei calchi dei corpi con pose di difesa e di ultima disperazione lo hanno sempre impressionato e, così...c'è rimasto molto male a vedere l'ironia delle vicende di Rubicchio svolgersi in un contesto che, per lo scrivente, è emotivamente critico.

Ora, la domanda che vi pongo, al di là delle riflessioni che vorrete propormi e che io tanto amo, è questa: qual è il vostro vissuto rispetto all'eruzione del Vesuvio che distrusse Pompei?

E, in ogni caso...
RUBICCHIO RULEZ!!!

28 settembre, 2009

Killa da Mattonella (o dell'Inviolato Tabù della Sacrestia)

Ebbene, Dilettissime, Dilettissimi!
Voi che, Vostro malgrado, seguite le vicende e le metamorfosi che riguardano l'Altissima e Strettissima Soluzione Abitativo-Contenitiva Monovolume...ebbene...preparate i Vostri cuori, apriteli (che abbiano ante a battente o scorrevoli non importa)!

Nella fase di transizione che, a Dio piacendo, va verso una prima fase di assestamento nella Nuova Condizione, Lord Crespo di Svezia afferma: ah!

Orsù, egli, preda delle Deliziose Virtù del Lucido da Scarpe, con il quale - armato di spazzola stendi-lucido - va ricoprendo qualsiasi superficie in pelle di colore nero, si avventura con Nuovo e Rinnovato Spirito nelle Delizie del Pantone.


Se tempo addietro ha pensato (osservando l'iconografia dei sotterranei urbani) che il Vero Sacro Tempio in Laminato ad Alta Compressione non avesse più nulla di significativo da offrirgli...ebbene, egli, lo scrivente, sbagliava!

E dunque, con Rinnovati Vigore (oh!), Fulgore (ih!) e Amore (ah!)...tra la veglia e il sopore (eh!), ci si appresta a sfogliare con reverenzialissimo timore (uh!) le Pagine della Scrittura 2010!!!

Ebbene sì, l'Altissima e Strettissima Soluzione Abitativo-Contenitiva Monovolume, satura oltremodo e inverosimilmente, pur amata ma ormai non più adatta...è in fase di svuotamento.

E, secondo le Leggi Idrauliche, se qualcosa si svuota, qualcos'altro si riempie per tentare di raggiungere un nuovo equilibrio.

Siòre e Siòri,
ho il Timoratissimo et Vivissimo Onore di annunZiare a Voi...

...la Mediamente Alta e Abbastanza Larga Soluzione Abitativa DoppioVolume!

E si ricomincia!

Orsù, dunque, il Tabù della Sacrestia resta inviolato.

Essa, la famigerata quando desiderata Terza Stanza (o anche Terzo Ambiente), proseguirà la Sua Sacrissima Esistenza senza che malsani desideri di ampliamento ne decretino lo snaturamento per divenire - che so - dispensa silos per le raccolte di grano estivo!


E per coinvolgere Voi, Amorosissime e Amorosissimi subito Vi offro uno spunto nella sua scarna semplicità: le mattonelle del bagno fanno cagare, anche se forse - e dico forse - esse sembrano così bruttarelle per via del loro accostamento cromatico con il colore del pavimento (bianco e giallo ocra le mattonelle, marrone da rivitalizzare il pavimento).

Come si può fare?
La risposta è nelle Scritture!
Fornitevi di esse e riprendete, se mai avete l'avete interrotta, la Santissima et Utilissima Pratica della Meditazione sul Laminato Effetto Betulla!

15 luglio, 2009

Moscerini, muffe e dintorni (o del Verde multifunzione e polivalente)

Ebbene, in un campeggio di qualche anno fa, lo scrivente e l'allora non ancora Raimunda! ma già Acutissima Osservatrice dei fenomeni ai quali Madre Natura ci concede di assistere, colsero quello che considerarono un curioso fenomeno.

Il tavolino sul quale, per difendersi dagli infaustissimi altri ospiti del campeggio, si giuocava a carte, si cenava e si discuteva delle gite da programmare per i giuorni di vacanza, protetti da cortina fumogena provocata da decine e decine di fiammelle accese, powered by GLIMMA...la superficie del tavolino, si diceva, era di un particolarmente brillante color verde.

Quando non ricoperto da tovaglia, il tavolino era preda di affollatissimi meeting di moscerini, i quali anziché ballare il valzer ullallà, come la tradizione vorrebbe imporrre loro, giocherellavano con la Playstation a fare le gare di rally.
Tutto ciò scompariva, come accennato, allorché il verde veniva obliato da tovaglia.

Accidenti, ma allora è il verde che li attira, dissero lo scrivente e la non ancora Raimunda!

E così passò il tempo.

Lord Crespo di Svezia qui scrivente, qualche tempo dopo, comprò un frigorifero il quale, presto, divenne uno degli orgogli dell'Altissima e Saturissima Soluzione Abitativo-contenitiva.
Tuttavia, strani fenomeni, che peraltro ancora oggi persistono, iniziarono presto a manifestarsi.

Frutta e formaggi, spesso, iniziano a ricoprirsi di una orrida muffetta...tante le cibarie che hanno dovuto prendere la strada della discarica comunale...tanti gli strati di formaggio tagliati via, per tentare di recuperare il recuperabile.

Che cosa accade? Perché succede questo agli amati formaggetti miei? Perché la fruttina mia degenera così facilmente?

Successivamente, l'Amoruccia Mia entra in scena...anch'essa verde (come il tavolino di cui sopra, ovviamente di verde più bello trattasi), brillantissima, candy lime green per l'esattezza...e anch'essa, di tanto in tanto, diviene come un praticello sul quale mosche, moschini e moscerini giuocano allegramente e passeggiano senza meta apparente.

Ma c'è di più.

Negli ultimi mesi, lo scrivente si trova spesso ad essere protagonista di visite non gradite, da parte degli ali-dotati di cui sopra, nei piatti dai quali coglie il cibo, nei bicchieri con i quali assume sostanze liquide quali acqua, vino, liquori, ecc.

E ciò succede nelle più disparate situazioni e con i più disparati cibi e le più diverse bevande.

E lo scrivente, almeno guardandosi allo specchio, non coglie sfumature verdi nel suo incarnato. E i piatti non sono verdi. E le bevande non sono verdi.

Gli interrogativi restano così sospesi nell'aria...mentre lo scrivente scaccia mosche, moscerini, zanzare, tafani, moschini che volteggiano tutti intorno.

E la muffa cresce.

E allora io prendo e scappo, con la mia moto, a cercare dove sono finito, stando seduto sul ciglio della strada, sulla parete della montagna che scende giù verso i prati, attraversando distese e macchie di fiori di tutti questi colori...e il vento entra prepotente nel casco, con la visiera alzata, due fette di pane con dentro la porchetta, oppure le salsiccette...e sto con me e ascolto quella voce che, dentro, prova a parlarmi ancora e mi fa sentire vivo, con un corpo che respira, con la pelle per sentire addosso il sole e il vento fresco delle montagne. E gli occhi per guardare lontano, almeno provarci.