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07 settembre, 2010

Questioni di feeling pilifero (o della Cerettista Esploratrice di Luoghi Sconosciuti)

Ebbene, ariècchece quà!

Donne, soprattutto donne, a raccolta!!! Il consiglio che mi accingo a chiedervi probabilmente potrete darmelo voi in modo maggiormente consapevole, anche se la questione, nel presente caso, riguarda me, che sono uomo.

Affermando quel che ho affermato in chiusura della precedente frase, mi rendo conto di come sia necessario riflettere sul fatto di dirsi "uomo" anziché "ragazzo"; tuttavia rimando la riflessione, a Dio piacendo, a qualche altro post.

Qui si parla di produzioni pilifere, argomento trattato diverse volte e da vari punti di vista nelle pagine di questo blog.

Se la Ricerca del Parrubarbiere Perduto non ha ancora dato un suo frutto (tanto che lo scrivente è costretto a tagliarsi i capelli da solo, con risultati spesso poco piacevoli), un'altra ricerca ha dato un frutto, anzi una frutta, di donna trattandosi!

Che Lord Crespo di Svezia usasse rendere la sua epidermide privata dalla produzione pilifera, già si sapeva, addirittura - credo - dagli albori di questo blog.
Tuttavia, dalla scorsa estate, egli ha fatto il Gran Salto, ossia...la cera...ahi-ahi-ahi!

La prima volta è stata una specie di microtortura, alleviata dai potenti e piacevoli massaggi oleosi della cerettista, anzi...delle cerettiste, che siccome avevano un appuntamento successivo al mio sul quale erano in ritardo, si sono messe una-strappa-l'altra-massaggia, oppure una-strappa-e-l'altra-pure, oppure una-massaggia-e-l'altra-pure.

Poiché lo scrivente s'è iniziato alla pratica della cera nel luogo di vacanza, tornato nella città nella quale vive ha dovuto cercare - volendo proseguire con tal pratica - una cerettista bravaalla quale affidarsi. Chiesto consiglio, ne ha individuata una, la quale ha assunto funzioni di psicologa clinica, oltre che di cerettista.

Lo scrivente, nelle 2-3 volte che ha fatto la cera con lei, si distendeva senza troppi veli sul lettino...e senza veli, partivano ogni volta confidenze e confessioni, riflessioni e rimorsi, tanto che il dolore per gli strappetti era un contorno quasi impercettibile, ogni volta di più...tranne che sul petto.
La ceretta sul petto fa venire in mente le scene di Apocalypto, con tutto il rispetto per quel che nel film viene narrato (mi vengono i brividi solo a ricordare certe immagini).

Torno alla questione. Non so perché ma, intimamente, non ero convinto del servizio offerto presso questo centro estetico, non per la cerettista ma...nel complesso.
Tanto che provo a cambiare, andando a cercare una valida sostituzione in un posto dall'aspetto meno buco-con-tre-stanzette-di-3mq-ciascuna.

Trova la cerettista armata di stendicera roll-on. AIUTO! Essa, la Silenziosissima, si concentra sugli strappetti che, però, risultano essere meno dolorosi di quanto non fossero con la precedente cerettista. Nel silenzio, lo scrivente si sente imbarazzato, poiché egli soffre ancora del complesso relativo alla cera maschile, cioè...si mette a pensare che la Cerettista RollOn, peraltro giovanissima, sta pensando "ma guarda tu questo, che si fa la ceretta...mah!"...così si concentra sulla musichina di sottofondo, peraltro la musichina è Michael Bublé, poco sopportato (non lui, che ha pure la faccia simpatica, la sua musica) dallo scrivente.

Poi la seconda volta, parlando di vacanze, si scopre che essa, la poco-più-che-teenager-della-cera, ha il ragazzo motociclista, che lei esce sempre con lui, insieme, in moto e, dunque, la conversazione diventa più facile e anzi, stenta a cessare.

La cerettista in questione è pure molto brava...la volta successiva, chiedo appuntamento con lei e la risposta è molto evasiva...alla fine insisto e "Hai fatto una domanda? Ora prenditi la risposta!", ossia: "la pocopiùcheTeenager della Cera" non lavora più qui.

Eccheccazzo, pensa lo scrivente, allora è un vizio! Qualsiasi persona alla quale mi affido per la cura delle estremità pilifere cambia lavoro!

Si rassegna e prende comunque appuntamento e...ebbene, alla fine della Seduta Estirpante, lo scrivente è estasiato dal lavoro compiuto da Colei che può essere eletta ad Estetista della Cera dell'Anno! Insomma, lavoro eseguito alla perfezione, in luoghi del corpo che lo scrivente nemmeno sospettava fossero raggiungibili (omissis ma non pensate male, nè!)...ora, dice, embè?!?

La ricrescita.

La ricrescita è il tarlo dello scrivente. Sul petto è un orrore, creando bollicine, peli che fan fatica a spuntare fuori, rossori...possibile che non ci sia una soluzione?

Sulle gambe è tutto ok, almeno pare, mentre per il petto tanto problematica è la cosa che lo scrivente sta decidendo di lasciar perdere la pratica estirpatrice, a favore di una rigogliosa libertà dei pur pochi esserini piliferi sul torace.

Consigli? Donne, fatevi avanti! E poi...qualche essere di sesso maschile in ascolto, che pratica la stessa pratica e non ha i miei problemi pratici?

In pratica, un post molto concreto, stavolta.

Ebbene, vi saluto e attendo risposte ;-)


02 luglio, 2010

Yuuu-uuuuhhh!!!

Se qualcuno se lo stesse chiedendo, tra i pochi visitatori di questo blog, non è che sono scomparso e non è che m'è passata la voglia di blog...sono molto preso da questo e, forse di conseguenza, sto un po' trascurando il presente blog ;-)

Anche se, a dire il vero, molte volte mi è passato per la testa questo pensiero: "Che senso ha, ormai, il mio blog?".

Vi spiego. Quando decisi di creare un blog lo feci così per gioco, non perché sentissi la necessità di confidarmi o di scrivere sul web i miei pensieri quotidiani. Lo feci senza avere le idee chiare su che cosa avrei voluto farne. Poi tutto prese la piega del gioco, dello scherzo, del parlare delle mie passioni, delle mie vicende quotidiane...e ci sono stati periodi nei quali questo blog mi ha fatto fare tante risate. Un periodo in particolare nel quale, certe volte, quel che succedeva nella cosiddetta "blogosfera" aveva una sua autonomia, quasi un mondo a sé.

Poi è arrivato - ormai luogo comune, questo discorso - Facebook e, tra note, commenti, "a che cosa stai pensando", foto e quant'altro, i blog sono stati abbandonati, nella maggior parte dei casi.
In altri casi sono stati abbandonati e basta, a prescindere da Facebook. Altri procedono con la consueta verve ed è un piacere.

Sta di fatto che, successivamente all'abbandono più o meno generalizzato delle piattaforme blog, certe cose che scrivevo non avevo più il gusto di scriverle, ma non perché il numero di commenti era diminuito...semplicemente perché il tutto è diventato meno dinamico, più lento, più...riflessivo.

E per certi versi più piacevole, più intimo, maggiormente confidenziale.

Il tutto è peraltro coinciso con un mio cambiamento, la fine di un percorso intrapreso prima di aprire il blog e finito poco più di un anno fa. Uno dei post che maggiormente rappresentano questo cambiamento (almeno io ce lo leggo più facilmente) è questo qui...che tante volte leggo e rileggo, guardando le foto.

Probabilmente non torneranno più i post sulle tutine dorate e su Ikea e sul microonde...e i tanti commenti con i quali ridevo a crepapelle...ma forse è giusto così, non si può immaginare che una cosa resti uguale a se stessa per troppo tempo.

E allora, tutto questo discorso per dire che cosa? Che non so che cosa voglio fare con questo blog...e mi piaceva dirvelo, confidarmi, confrontarmi con voi.

Vi bacio.

13 aprile, 2010

Stocazz...o...oppure...i (o dei Vetri Oscurati)

Un post molto sintetico (almeno credo ora che mi accingo a scriverlo) e assai prosaico.

Da qualche anno sempre più spesso sento usare - talvolta con un tentato accenno alla presunta cadenza romana (attenzione attenzione: quello dei Cesaroni non è dialetto romano, vade retro) - l'espressione "sticazzi!" come a significare "accidenti!", mentre da sempre - almeno nella mia esperienza di malgrado tutto romano - l'espressione "sticazzi!" sta a significare "chi se ne importa!".

Mentre "stocazzo!" sta a significare talvolta "accidenti" ma molto più spesso una accusa di aver detto una cosa pretenziosa. Tipo "Mi aiuti a sollevare con le sole braccia la mia automobile, affinché possa controllare che tutto sia a posto nella parte inferiore di essa?", e l'interlocutore interpellato risponde "Stocazzo!" a significare "Ma che cosa mi chiedi? E' impossibile, troppo faticoso per chiunque non sia Superman!".


La domanda è questa: che cosa è accaduto? Perché questa confusione su "Sticazzi/o!"? Oppure quest'ultima espressione, nella forma che va diffondendosi, nulla ha a che vedere con quella che si usa a Roma e dintorni?

E per concludere con una ulteriore domanda: perché...le automobili con i vetri oscurati? Che cosa abbiamo fatto di male per meritare questo?

Ciao ciao amorine e amorini! ;-)

15 marzo, 2010

La Nube di Alicia (o delle questioni dell'Ottimal Drenaggio)

Assodato che il lupo perde il pelo ma non il vizio, e che dunque lo scrivente e la Raimunda! cambiano location ma non il vizio di far roteare mobili, si proceda all'esame di alcune Assonanze floreal-alimentari!

Anzitutto, è da segnalare la scoperta tardiva, da parte dello scrivente, della Pregiatissima Signora Keys, al secolo Alicia, che con le Sue note dolci e al tempo stesso piene di carattere, aleggia e volteggia da giorni fuoriuscendo dai casalinghi altoparlanti, nonché da quelli automobilistici e iPod-cellular-mp3istici!

E fin qui ci sarebbe poco altro da dire, se non che certe volte - come accade per i libri o per i film - le stesse melodie e le stesse voci, ascoltate in tempi ed età e condizioni diverse, assumono significati e danno emozioni diverse, talvolta fissandosi nel cuore e restando "belle" al di là delle condizioni e delle età, talvolta sbiadendo nel tempo e talvolta riassumendo colore e dando nuova emozione a distanza di tempo.

La stessa sorte è toccata ad un'altra Alicia...questa. Anch'essa già da anni giaceva, come la prima in formato CD, in formato inscatolato in qualche anfratto di quel caos che, probabilmente, era divenuto irriducibile nella Soluzione Abitativa Altissima e Strettissima.

Poi, non si sa come e non si sa perché, essa è tornata nei discorsi...anzi, si sa perché: colpa - o merito - della Raimunda! che, nel preparare il caffè, s'è scordata la caffettiera sul fornello del gas...acceso, ovviamente.

Salvata per un pelo dall'Incendiario Disastro la nuova e costruitissima (in quanto proveniente dal Disegno Celeste by Kitchen Planner) cucina [top NUMERAR Rovere + anta ABSTRAKT bianco lucido e maniglia STRECKET rame + futura anta ABSTRAKT rame,] nonché probabilmente l'intera attuale Soluzione Abitativa Abbastanza Alta e Mediamente Larga, il discorso è corso di corsa a soluzioni che permettano di fare il più possibile a meno della umana azione.

E dunque, caffettiera che fa tutto da sola e che, soprattutto, si spegne quando ha finito il suo compito...Alicia!!!

E dunque la carissima Alicia gorgoglia di odoroso caffè, mentre la incantevole Alicia spande nell'aria il suo melodioso vociare.

E tutte e due ri-scoperte, da una sorta di paziente e incosciente letargo, nel medesimo periodo!

E...ecco!

Ma non è tutto, poiché si parla di melodiose suggestioni alimentar-floreali...s'è parlato del lato food, che si parli del lato flower!

In questo caso, si consideri che lo scrivente da sempre nutre il desiderio di dedicarsi un po' a quel poetico e delicato e allegro mondo dei fiori e delle piante (lo confessa, soprattutto dei fiori, le piante con sole foglie gli piacciono sì ma...predilige i fiori).

Se prima lo spazio "all'aperto" a disposizione era poco utile (in quanto mai soleggiato, ma proprio mai, essendo esposto a nord che più nord non si può ed essendo incastonato in alte mura che impediscono al sole di raggiungere l'unico spazio a disposizione per dedicarsi alla floricoltura - che differenza c'è con il giardinaggio? Lo intuisco, non ho voglia di approfondire ora...vado avanti, sì, la smetto con questa digressione), per non parlare di quello "all'interno", che si riduceva a un pur amatissimo e piacevolmente soleggiato davanzale interno, quello della famigerata finestrona con le sbarre, ora lo spazio è maggiore (sempre limitato ma sicuramente più ampio) e soprattutto presenta spazi di ampio e totale soleggiamento e altri egualmente soleggiati ma con un po' di ombra in alcune ore del giorno.

E dunque, che cosa c'è di meglio di riempire di colorate corolle questo spazio?

E dunque...via alla Nuova Esperienza della coltivazione e della cura di:

- ranuncoli (gialli, arancioni, bianchi);
- gerbere (rosse, salmone);
- tulipani (rossi, gialli, rossi e gialli);
- neonato di abete (che ha germogliato, ha germogliato, che meraviglia quel nuovo verde!).

Le operazioni di rinvaso consigliate (e necessarie) in questo periodo (o quasi) sono state compiute, nella speranza che loro, le Radicine Belle, non subiscano un eccessivo stress e si adattino presto e bene alla loro nuova dimora!

Anche per le piante che già c'erano nella Altissima e Strettissima (Anthurium e Dracena Marginata), il rinvaso è stato compiuto insieme a una nuova collocazione (dopo quella di prima individuazione subito dopo il trasloco), speriamo di loro gradimento!

Tra le attività comprese nella Nuova Esperienza che lo scrivente ha inaugurato, e spera di portare avanti senza far troppo danno alle Gentili Creature di cui sopra, vi è quella della raccolta dell'acqua piovana.

Dice: co' tutta 'sta pioggia, avoja te!

Dico: embè...è che ho iniziato a raccoglie tardi e ce n'ho poca!

Dice: a che te serve l'acqua piovana?

Dico: a nebulizzare le foglie della Delicatissima!!!

Dice: e chi è aa Delicatissima, mo?!?

Dico: ...aa Calathea Crocata!!!


Ebbene sì, come Tropical Pianta (pare!), essa ha bisogno di nebulizzazioni quasi quotidiane...
...e io nebulizzo, nebulizzo!


E voi, Daliette mie, Gladiolucci miei, se avete acqua piovana - incidentalmente o volontariamente raccolta e/o conservata - fatemene dono, qualora non servisse a Voi!

E se poi voleste Voi stesse e Voi stessi venir a nebulizzare la Delicatissima...porte aperte!!!


P.S. Per la parte "floreale" del presente post, ho avuto tutto il tempo il timore dello sguardo della Nostra StregaMezza, poiché Ella sa e potrei io aver scritto qualche baggianata, io, ancora profanissimo!

26 gennaio, 2010

Freezing Kruska's Academy (o del Superlativo Legger Patinato)

Il vostro corpo può essere uno strumento con il quale allenare il vostro corpo.

Così dice la Saggezza Patinata.

Lo scrivente, che più e più volte ha espresso tra i "buoni propositi per l'anno nuovo" l'intenzione di avventurarsi in un programma di attività fisica basata sull'uso di manubri e bilanceri, ricorda a Voi, ginniche lettrici e ginnici lettori, che ha peraltro espresso nel post precedente l'intenzione di divenire cliente BoFrost.

Vero è che il post precedente non era propriamente un post contenente i buoni propositi per l'anno nuovo.

Sta di fatto che lo scrivente è diventato (PARAPA'!PARAPAAAAAAAA'!) cliente BoFrost, con tanto di 5euriZ di scontodibenvenuto.
La libertà dal surgelato da trasportare a casa senza far iniziare il processo di scongelamento è davvero esaltante.

E soprattutto è esaltante la lettura del catalogo BoFrost: un uso di aggettivi superlativi che lascia senza parole, in una tale varietà da poter divenire Presidio dell'Accademia della Crusca contro il sempre più drastico abbassamento del numero di parole dell'italiano usate dagli italiani.

Lord Crespo di Svezia, per sugellare e sostenere la Causa del Prolisso Surgelato, inaugura la Refrigerante Collaborazione Domestica con un ottimo minestrone 16 verdure, arricchito con un poco di concentrato di pomodoro e un cucchiaino scarso di sale non trattato dell'Atlantico del Nord. Su tutto, filo(ne) d'olio e parmigiano.

A dire il vero la collaborazione domestica era già stata inaugurata con il Passato di verdure quando, in una recente occasione, Raimunda e lo scrivente giunsero stanchi a casa, dopo un giro motociclistico impegnativo e...zac! 10 minuti di Jet Power MW (GottaLoveMicroWawes) e la cena è pronta.

Il tempo risparmiabile e qualche volta già risparmiato, allorché ci si accinga a cucinare con verdure surgelate, può essere surgelato...ops...no, utilizzato per attività quali: piegare i panni, lavare i pavimenti, pulire il bagno...dice, abbbbbasta, dice, ci vogliono anche un po' di passatempi.

Tra i diversi passatempi, ludici e non, culturali e aculturali, benefici e meno benefici, utili e disutili...vi è l'allenamento con il proprio corpo.

Ossia, quello che permette di allenare il proprio corpo sfruttando il suo stesso peso.

E' così che, per l'ennesima volta, l'allenamento con i pesi sembra essere meno fascinoso rispetto a un programma di allenamenti che parte dal corpo per tornare al corpo, per certi versi senza uscirne.

Messaggio ad personam:

@Acer, ieri o l'altro ieri - non importa - ho visto una cyclette parcheggiata su un balcone...e l'ho pensata molto ;-)

Ma il punto non è questo.

La Saggezza Patinata dell'Allenamento Autosostenentesi.

La Saggezza Patinata del Superlativo Surgelato.

La Saggezza Patinata...e qui la mia domanda!

Quali riviste leggete, Patinate Amorine e Patinati Amorini, e proprio non potete far a meno di acquistare?
Anche saltuariamente, s'intende!

Le mie:

- La Cucina Italiana
- Gli Speciali della Cucina Italiana
- Vanity Fair
- Internazionale
- Men'sHealth (la parte degli allenamenti e quella dedicata all'alimentazione sono davvero ben fatte)
- Motociclismo
- Meridiani
- Meridiani Montagne
- Sport Life
- Catalogo BoFrost ;-)

17 dicembre, 2009

Desperate Houseman (o del godimento derivante dal cassetto ammortizzato)

Le Pagine del Verbo in Fibra di Legno ad Alta Pressione, in un tempo non molto lontano, venivano lette ed elaborate con una certa calma.

Lo si può dire a posteriori, poiché mentre si svolgevano le azioni descritte nella frase di cui sopra la percezione era diversa.
E, in special modo, si era all'oscuro dell'esistenza della Fibra di Legno ad Alta Pressione.

Sì...qualche mobiluccio...qualche mensolina...un po' di confusione arredativa, 'na mensola per la cucina in bagno, un ripiano per la cucina anch'esso in bagno...un mobile da bagno in camera da letto...e lo sforzo principale rivolto a far entrare in uno spazio che - ve lo posso confessare? - visto da qui appare oltremodo inverosimile. Altissimo e strettissimo.

Ora che lo scrivente feat. Raimunda! sono alle prese con pareti dalle caratteristiche regolari e dimensioni abbastanza ampie...la Sindrome Svedese del Listellato in Rovere, almeno per lo scrivente, si è palesata in tutta la sua tragicamente deliziosa piacevolezza. L'intensità della sindrome legata all'Altissima e Strettissima Soluzione Abitativa, al confronto, era un nonnulla, e anche in questo caso la verità appare a posteriori.

Riunioni...cene...aperitivi...qualsiasi momento vede lo scrivente assorto nell'assemblaggio off line'n'in the mind - aka out of planner - di mobili da bagno e miscelatori, con al centro sinuosi lavelli doppia vasca: GODMORGON!!!

Milioni di istanti trascorsi con la testa fra le nuvole - ahimé, gli impegni che trascuro! - per tentare la soluzione ottimale per un soggiorno che sia luminoso e, al tempo stesso, caldo e accogliente: BESTA!!!

L'anta bianco lucido laminato salverà le nostre esistenze dal baratro sociopolitico? Non so ma...è tanto consolatoria!!! E la maniglia STRECKET! Con il suo rame così...moderno e antico al tempo stesso!!!

E il piacere visivo e tattile del listellato di rovere...da ungere ogni 2-3 giorni per 2-3 mesi con l'olio BEHANDLA!!!

E lo scintillante e sommesso riflesso del piano di cottura NUTID in vetro temprato color nero!!!

E la chiusura "dolce" dei cassetti, grazie agli appositi ammortizzatori...lo ammetto, nei primi giorni successivi al montaggio dell'elemento FAKTUM 30cm con dispensa estraibile a cassetti scorrevoli + anta ABSTRAKT bianco lucido + maniglia STRECKET, dopo aver vissuto momenti di puro misticismo nel tentare di montare l'insieme degli elementi appena elencati...ho trascorso, per più giorni e per più volte al giorno, qualche minuto ad aprire e chiudere l'anta, per godere appieno della chiusura "dolce" (così dicono le Sacre Scritture), oltre che a guardare soddisfatto il risultato!

Vi inviterei a tutte e a tutti per aprire e chiudere insieme quell'anta...e non vi dico quella da 60cm!!!

E non parliamo delle Rivoluzioni Riciclanti che riguardano la struttura PAX, per ora sprovvista di ante, poiché quelle precedenti sono inutilizzabili se non su una struttura lineare di 2 metri...ma non è detto...non è detto!!!
Potrebbe essere che PAX faccia l'ennesimo salto: in origine fu di 50cm+50cm...poi 100cm+50cm+50cm...ora potrebbe diventare 50cm+50cm+100cm+50cm+50cm!!!

E l'accoppiamento di codesti elementi potrebbe generare risultati moltiplicanti!!! Ossia 50cm*60cm*236cm + 50cm*60cm*70cm(pensile) + 50cm*60cm*70cm(pensile) +50cm*60cm*70cm(pensile) + 50cm*60cm*236cm!!!

E ancora, Billy...BILLY!!! Che si sposta, si smonta, si rimonta...si redistribuisce in forme nuove....a proposito, i mobili del Tempio Sacro resistono egregiamente ai traslochi, si smontano e si rimontano senza cedere minimamente!!!

E non parliamo dell'illuminazione...BRASA...il sogno proibito e ardito!!!

E poi l'uso...l'uso del lavello BOHOLMEN, quelle malefiche ma affettuose macchiette di calcare sull'acciaio...fetide e infide...ma che poi, quando vanno via, regalano soddisfazioni inconfessabili!!!

E invece io ve le confesso!!!

Salvate quest'uomo dalla Sindrome Svedese e dalla Sua Attitudine alla Casalinghità!!!

Macchiette di calcare, vi odio e vi amooooooooooo!!!

Consigli per gli acquisti:

- VIM Crema per acciaio;
- VIM Crema per sanitari e superfici;
- AIAX Classico per pavimenti;

Progetti a breve termine:

- diventare cliente Bo*Frost;

- ricavare uno spazio per il posizionamento della panca GymFit300 by Carnielli;

- acquistare altoparlante subwoofer, da posizionare in posizione non meglio identificata;

- imparare ad accendere il caminetto.

Suggestioni varie ed eventuali:

- come si possono dipingere/coprire delle orride mattonelle che rivestono interamente le pareti del rett-angolo cottura, a un costo decente?

- il divano sta mejo de quà o de là?

- le tende? Quanno ce se pensa? Acquistate, stanno lì in attesa!

Proposte costruttive

- se avete intenzione di acquistare qualcosa al Tempio Sacro...ditemelo, se volete ci penso io. Vi dirò di più: maggiore sarà l'indefinitezza della vostra richiesta, maggiore sarà il mio sollazzo! Tipo "me serve n'abbasciù!" e io "Come la vuoi?" e voi "Vedi tu!" e io "GHHHHH!!!"

- che non vi venga in mente, tuttavia, di chiedermi di comprarvi un'abat-jour al Tempio...che quelle, va detto, fanno tutte irrimediabilmente cagare.

- Ghhhhhhh!!!

16 ottobre, 2009

I do love Rubicchio (o della Sensibilità agli Eventi Pompeiani)

Causa disavventura con l'Amata Motina Sua, Lord Crespo di Svezia è da qualche settimana - per l'ennesima volta - alle prese con i mezzi pubblici della città nella quale egli - Suo malgrado - vive e lavora.

Si può ben dire, a proposito del "malgrado", che egli vive in questa città - ormai invivibile - quasi esclusivamente per ragioni insite nel secondo verbo coniugato all'indicativo presente, terza persona, ultima parola della frase precedente. Una buona ragione, sostiene lo scrivente, indiscutibile, e ad essa si inchina, grato.

Ma non è questo, in ogni caso, il punto.

Le Andate e i Ritorni vedono Lord Crespo di Svezia fruitore della metropolitana, sempre apprezzata da egli quando questa non è superaffollata.
Voi direte: quando non è superaffollata?
Dice Lord Crespo: nella direzione presa da me molto spesso è, devo dire, vivibile e piacevole.

Ma non è questo, in ogni caso, il punto.

La metropolitana in questione, da qualche tempo, dispone di schermi luccicanti quanto silenti, sicché i viaggi sono accompagnati da pubblicità, campagne di sensibilizzazione su tematiche sociali, divertenti candid camera e...serie di cartoon.

Ecco, i cartoon.

Uno di questi ha colpito il cuore di Lord Crespo di Svezia.

Rubicchio.



Lord Crespo di Svezia loves Rubicchio!!!

Egli, ladro in azione nello spazio e nel tempo, suscita simpatia e allieta il volto dello scrivente concentrato di volta in volta:

a) sul giornale del/la vicino/a;
b) sul tenere il tempo della musica che scorre nelle cuffiette, tamburellando con le dita il sedile o il corrimano, mettendo così a dura prova la pazienza dei vicini di viaggio;
c) farsi amabilmente i caTzi degli altri, trincerato dietro opportunamente calzati occhiali da sole con lenti leggermente specchiate e comunque impenetrabili, cuffiette finto accese ma in realtà silenti, per dare l'impressione che l'udito sia per il momento fuori uso (e invece no) sì da rendere gli altri meno resistenti ad aprire il Baule dei CaTziLoro;
d) varie ed eventuali.

Rubicchio ruba nella busta della spesa di una signora, pescando un'aragosta che pizzica il suo naso con le chele!

Rubicchio si ritrova di fronte a una veggente che scruta il suo futuro nella sfera di cristallo, mentre lui è distratto dal diadema che adorna il turbante con il quale la veggente copre la sua chioma. Così, mentre la veggente vede, Rubicchio allunga la mano per appropriarsi del diadema e...ZAC! Insieme al diadema, viene via il turbante, scoprendo il capo...calvo...della veggente, che si incazza abbbestia e lo avvia verso i Viaggi nel Tempo!

Rubicchio, così, viaggia nel tempo e...

...si ritrova di fronte a un gruzzoletto di monete scintillanti d'oro, si muove per afferrarle e...ZAC!...un prode cavaliere lo anticipa! Robin Hood!

...si ritrova in corti francesi, tra "Cipria e tabacco", soggiogato dallo stesso luccichio di monete sul tavolo, non esita a travestirsi da donna, per avvicinarsi al tavolo e sedurre gli ospiti...distraendoli dalla sua mano allungata e protesa verso il bottino e...ZAC! Gli scivola la parrucca e viene impietosamente picchiato!

...si ritrova a Pompei, nel 79 a.C., poco vestito e molto attorniato da sensuali ancelle che vogliono allietare la sua toeletta e, nel momento più alto dell'idillio...ZAC! Il Vesuvio erutta e...

...e...

Lord Crespo di Svezia ci rimane molto male.
Non tanto per la sorte di Rubicchio, che schiacciato da una enorme pietra lavica, scompare con un POF! verso altre mete nel Tempo!


No.
E' per Pompei e per la tragedia che, secoli fa, colpì la popolazione pompeiana.
Ora, si tratta di una questione personale, Lord Crespo di Svezia non ce l'ha con Rubicchio, no.
E' che egli, Lord Crespo scrivente, ha sempre vissuto la tragedia di Pompei con un coinvolgimento emotivo significativo: le visite agli scavi lo hanno sempre toccato; la vista dei calchi dei corpi con pose di difesa e di ultima disperazione lo hanno sempre impressionato e, così...c'è rimasto molto male a vedere l'ironia delle vicende di Rubicchio svolgersi in un contesto che, per lo scrivente, è emotivamente critico.

Ora, la domanda che vi pongo, al di là delle riflessioni che vorrete propormi e che io tanto amo, è questa: qual è il vostro vissuto rispetto all'eruzione del Vesuvio che distrusse Pompei?

E, in ogni caso...
RUBICCHIO RULEZ!!!